Programma 2022

Programma 2022
Nell'ambito del progetto FortezzaDONNA Katharina Theresa Mayr ha lavorato per un periodo in un atelier temporaneo al Forte (C) Forte di Fortezza

 

Come si fa a ricostruire nel dettaglio la morte di Ötzi, avvenuta oltre 5.000 anni fa? Dov'è possibile farsi un'idea di ciò che è avvenuto in Alto Adige nel XX secolo? E cosa sappiamo della cultura della popolazione ladina?

Anche nel 2022 i Musei provinciali - quelli di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano - organizzano mostre e manifestazioni, che ruotano attorno a questi e molti altri temi. Tutte le informazioni sul programma nel menù a tendina qui sotto.

Al Museo Archeologico dell’Alto Adige è possibile ammirare, sui primi tre piani, i ritrovamenti originali dell’Uomo venuto dal ghiaccio – detto anche Ötzi – e la sua storia: dalle reazioni dei media alla scoperta, alla ricerca scientifica sulla mummia dei ghiacci vecchia di 5.000 anni ma straordinariamente ben conservata e sul suo corredo, fino a curiosità, interviste e postazioni interattive. Pezzo forte è la ricostruzione dell’Uomo venuto dal ghiaccio come doveva essere da vivo. L’ultimo piano del museo ospita invece delle mostre temporanee dedicate a temi archeologici.

www.iceman.it

 

La ricostruzione dell'Uomo venuto dal ghiaccio © Museo Archeologico dell'Alto Adige

Il museo si può visitare anche virtualmente tramite due app con audioguida, una per un pubblico adulto (Android e iOS, costo: 1,99 Euro) ed una gratuita per bambine e bambini (Android e iOS) . Entrambi i programmi regalano un viaggio nell'era di Ötzi.

 

Stone Age Connections

dal 22 novembre 2021 al 7 novembre 2022

Mostra temporanea "Stone Age Connections"

Mobilità ai tempi di Ötzi

Già nell’Età del Rame le persone erano sorprendentemente mobili. Commerciavano selce e rame e non scambiavano soltanto merci, ma anche nuove conoscenze e tecniche artigianali. A piedi, con le ciaspole in montagna o con la piroga sull’acqua: così le persone coprivano tragitti sorprendentemente lunghi per tutta l’Europa. Il rame utilizzato per l’ascia di Ötzi proviene dall’odierna Toscana, alcuni dei suoi strumenti in selce dalla zona intorno al Lago di Garda.Proprio come oggi, anche nell’Età del Rame le persone si spostavano per cercare una vita migliore. Colonizzavano nuovi territori, incontravano altri gruppi, ma cominciavano anche a scontrarsi per il terreno coltivabile, le risorse minerarie e i luoghi di insediamento. Si formavano nuovi gruppi culturali, le concezioni religiose trovavano più rapida diffusione.

Sulle tracce della mobilità

Le analisi del DNA ci aiutano a ricostruire i movimenti migratori, la ceramica ci racconta il trasferimento di conoscenze e le analisi scientifiche delle materie prime ci consentono di risalire al loro luogo di provenienza. Attraverso importanti reperti dell’arco alpino la mostra temporanea cerca di comprendere i percorsi e i rapporti commerciali nel IV e nel III millennio a.C.


Un tempo residenza estiva dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota come Sissi, Castel Trauttmansdorff oggi ospita il Touriseum, il Museo provinciale del Turismo, il primo in tutto l’arco alpino specializzato nella storia del turismo. Il Touriseum, circondato dallo spettacolare orto botanico di Castel Trauttmansdorff, offre un emozionante viaggio nel tempo alla scoperta dei 200 anni di tradizione turistica del Tirolo, attraverso un percorso arricchito di pannelli illustrati. Il visitatore, proiettato nel passato, rivive l’atmosfera del tempo sia dal punto di vista dei villeggianti sia da quello della popolazione locale.

www.touriseum.it

 

Touriseum. Foto Stefano Scatá

 

 

mostra Borse, trolley e valigie

1° aprile – 6 novembre 2022

Borse, trolley e valigie - Viaggio nella storia dei bagagli

C'è chi si sposta armi e bagagli, c'è chi preferisce viaggiare leggero. C'è chi si serve del facchino, e c'è chi fa da sé. Cosa rivelano borse e valigie dei loro proprietari? Questa mostra temporanea indaga l’universo dei bagagli da viaggio.
Che cosa portare in viaggio? Quanto spazio rimane in valigia? Sono domande che ci poniamo ad ogni partenza. La risposta dipende dai dettami dell’etichetta, dal momento storico, e dal carattere del viaggiatore. Ma al di là del loro contenuto e del loro volume che dovranno garantire certe comodità al viaggiatore, borse e valigie sono l’emblema del viaggiare per eccellenza.
In 200 anni di storia del turismo, la fattura di borse e valigie ha accompagnato l’evoluzione del settore dei trasporti e i mutamenti delle esigenze dei diversi strati sociali. Nel tempo, ai bauli da carrozza con il coperchio bombato si sono sostituiti i bauli armadio squadrati e dunque facilmente impilabili nei vagoni bagagli dei treni, poi i borsoni per l’automobile e, infine, le valigette su due ruote, ideali per i viaggi in aereo.
In questa mostra il Touriseum presenta una cinquantina di esemplari della propria collezione finora mai esposti. Bauli da carrozza, bauli armadio, sacche da viaggio, cappelliere, nécessaire, zaini, borse per automobilisti e trolley narrano di romanzesche corse in diligenza attraverso le Alpi, eleganti villeggiature in grand hotel, avventurosi giri del mondo in bicicletta e partenze verso una nuova vita, senza trascurare le quotidiane fatiche dei facchini, i sacrifici di chi parte soldato e la disperazione di chi è costretto a una fuga precipitosa.

In occasione della mostra, il Touriseum raccoglie storie di valigie vissute. Il pubblico è invitato a condividere con il museo un ricordo o un’esperienza legati a un pezzo di bagaglio, approfondendo aspetti quali il personale approccio al fare le valigie, o il valore simbolico attribuito alla valigia. Per ulteriori informazioni, chiamare il numero di telefono 0473 255659. Testi e fotografie andranno inviati a info@touriseum.it. Il materiale raccolto sarà pubblicato sul sito del Touriseum. I racconti più avvincenti usciranno anche sotto forma di podcast e di libro.

La mostra è visitabile nella rimessa di Castel Trauttmansdorff. L’ingresso al Touriseum e alla mostra temporanea è compreso nel biglietto die Giardini di Castel Trauttmansdorff.

Visitate Merano!

30 maggio – 15 novembre 2022

Visitate Merano!

La manifesta voglia di ripartenza

Il Touriseum esporrà nel giroscale di Castel Trauttmansdorff alcuni dei manifesti pubblicitari con cui Merano, all’indomani della Grande guerra, tentò il rilancio come destinazione turistica. La città si era dotata di infrastrutture come il campo da golf inaugurato nel 1922 o la nuova funivia di Avelengo per attirare un turismo più giovane, mondano e internazionale. Negli anni Venti, una clientela sportiva prese il posto del classico villeggiante malaticcio d’anteguerra. Grazie ad eventi sportivi di respiro internazionale e una campagna pubblicitaria estesa all’intero territorio nazionale, Merano si fece conoscere al grande pubblico italiano.

 

Viaggi virtuali

Il Touriseum offre anche un viaggio virtuale nel tempo alla scoperta dei 200 anni di tradizione turistica del Tirolo. Chi lo intraprende, scopre come un territorio, attraversato secoli fa a piedi, con la diligenza o la diligenza espresso da mercanti, pellegrini e artisti, oggi sia diventato una moderna destinazione turistica. E possono essere esplorate tramite il web anche la storia del castello con le sue stanze storiche nonchè la mostra „Sie wünschen? Desidera?“.

Sul canale YouTube del museo inoltre è possibile vedere video sul museo e sui temi, da esso trattati.

 

Mostra permanente

Mostra permanente "Storia del turismo"

Il turismo è più di un cielo azzurro e di un bel paesaggio. E' una combinazione di innumerevoli fattori. Alcuni è possibile reinventarli in ogni tempo e in molti luoghi. Altri invece sono il risultato di una lunga storia.
Il Touriseum è un luogo affascinante, sorprendente e pieno di ironia. Il cuore del museo è il percorso espositivo allestito in 20 sale che diventano la scenografia di un divertente viaggio attraverso due secoli di storia del turismo alpino, con un seducente mix di levità e approfondimento, divertimento e sguardo al passato. In più, il museo propone momenti di svago col "gioco dell'Alto Adige", interessanti testimonianze nelle interviste sul turismo e un momento di riposo nella sala relax.

 

Mostra permanente

Mostra permanente "Storia del castello"

Vale la pena fare il giro delle stanze storiche di Castel Trauttmansdorff, dal nucleo medievale con la cripta alla sala in stile neo-rococò. Attraverso le varie sfaccettature storico-artistiche ripercorrerete le vicissitudini del castello, in cui ciascuno dei proprietari ha lasciato la sua individualissima impronta.
Un romantico trasognato alla ricerca delle sue radici, un’imperatrice che non ne poteva più di stare a casa, la sua figlia cagionevole di salute, un imperatore alla ricerca della sua imperatrice, un guerriero al servizio degli Asburgo, un barone tedesco innamorato pazzo di Merano, veterani di guerra impiegati come contadini: hanno tutti alloggiato, per breve o lungo tempo, a Castel Trauttmansdorff, segnando così il corso della sua storia fino a oggi. La nuova mostra permanente nelle stanze storiche del castello dedica a ognuno dei suoi illustri inquilini un luminoso monumento.

l museo provinciale miniere con le sue quattro sedi - Monteneve, Ridanna, Predoi e Cadipietra - propone tanti aspetti diversi, ad esempio, trenini che portano nel cuore della montagna, cunicoli e gallerie scavati nel Medioevo, assordanti frantoi a ganasce, chilometri di rotaie per il traino con i cavalli, ripidissimi piani inclinati di frenatura, enormi discariche, sentieri didattici attraverso le aree minerarie, case delle maestranze, l’insediamento permanente più alto d’Europa e addirittura una galleria climatica. Un mondo affascinante tutto da scoprire nel sottosuolo, là dove le montagne custodiscono i loro più tesori più preziosi.

www.museominiere.it

Il museo offre anche un tour virtuale con l'applicazione "Hearonymus", che permette di fare un tuffo nella miniera di Predoi: 14 stazioni audio, immagini, racconti ed un breve filmato spiegano perché quello dei minatori è considerato uno dei lavori più duri al mondo. Il tour può essere scaricato gratuitamente e con pochi clic da ogni cellulare ed è disponibile in lingua italiana, tedesca, inglese ed olandese tramite il sito del museo.

Alcuni video sul museo e sulla sua attività si trovano inoltre sul suo canale YouTube.

 

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve. Foto Armin Terzer

SEDE DI MONTENEVE

Uomo vs. montagna

A Monteneve, i minatori hanno estratto minerali per secoli. All’inizio con l’ausilio di punta e mazzetta e, successivamente, di macchinari pesanti. Il villaggio dei minatori di San Martino è arrivato a contare anche fino a 1000 persone, che vivevano completamente isolati in alta montagna. Questo insediamento permanente, il più alto d’Europa, è stato abitato fino agli anni 60 del XX secolo. Oggi la montagna risulta percorsa da ben 150 chilometri di gallerie, mentre in superficie l’attività mineraria ha modificato e plasmato per sempre la conformazione del paesaggio.

Cenni storici

L’insediamento permanente più alto d’EuropaLa prima notizia storica in merito all’attività mineraria a Monteneve compare solo a margine. Nel 1237, un notaio di Bolzano annota infatti su di un atto di compravendita, che alcune spade sono state pagate con “argento di buona qualità proveniente da Monteneve”. Verso il 1500, l’estrazione mineraria del Tirolo raggiunge il suo massimo sviluppo: all’epoca, nelle miniere di Monteneve circa 1000 minatori avrebbero infatti lavorato alla ricerca di galena argentifera in ben 70 gallerie.Il minerale vero e proprio, la blenda, potrà tuttavia venire estratto e sfruttato solamente a partire dal XIX secolo. Così, dal 1870 il villaggio dei minatori di San Martino diventerà un ragguardevole insediamento con edifici amministrativi, residenziali e funzionali, una locanda, una chiesa e addirittura un ospedale con annesso obitorio. Ci saranno anche una scuola elementare, una banda musicale, un’associazione teatrale e una compagnia di Schützen.A 2.355 m di quota l’inverno e il freddo durano però nove mesi all‘anno. Approvvigionare l’insediamento è quindi costoso e problematico, e in questa comunità isolata dal resto del mondo il livello di conflittualità è molto elevato. Così, durante l’ultima fase di sfruttamento del 1962, la ditta concessionaria AMMI decide di continuare l’estrazione trasferendo i dipendenti con le loro famiglie dal paese ad alta quota di Monteneve a Masseria, in Val Ridanna. Il progetto viene realizzato nel giugno del 1967. Da allora, e fino alla definitiva chiusura della miniera nel 1985, il vecchio paese dei minatori rimarrà così esposto all’abbandono e subirà ripetuti saccheggi.

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve. Foto Armin Terzer

 

Esposizione a Monteneve

Il distretto minerario di MonteneveIn un ex edificio funzionale, la „nuova forgia“ accanto al rifugio, è stata allestita una sala che accoglie una mostra permanente sulla storia del distretto minerario di Monteneve ed espone utensili quotidiani degli abitanti del paese,  documenti fotografici  e attrezzi di lavoro dei minatori.Un modellino del distretto riproduce gli edifici che qui sorgevano un tempo.Da metà giugno a metà ottobre, l’esposizione permanente è sempre aperta tutto il giorno. Ingresso libero.

Il paese dei minatori

San Martino, il paese dei minatori

Raggiunto l’altopiano di Monteneve, a 2.355 m di quota, ci si trova già all’interno dell’ex paese dei minatori, dove rimangono alcuni edifici abitativi e funzionali di quello che un tempo era l’insediamento permanente più alto d’Europa. Una volta chiusa la miniera, le attrezzature dell’ultima fase di sfruttamento nel XX secolo sono rimaste semplicemente in loco.Tutto il distretto minerario è costellato da imbocchi di gallerie ormai crollati e da cumuli di detriti e può essere percorso lungo i sentieri didattici. Senza dubbio un luogo di grande forza evocativa.

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve. Foto Armin Terzer

Scoprire il distretto minerario

Escursione di un'intera giornata con guida partendo dal parcheggio "Ponte di Monteneve" sulla strada di Passo del Rombo. Partenza: ore 9.15. Salita attraverso la conca di Seemoos fino al villaggio dei minatori di San Martino Monteneve, visita al locale espositivo. Pausa pranzo. Visita guidata al distretto minerario e al villaggio dei minatori. Ritorno al parcheggio "Ponte di Monteneve"
Prenotazione obbligatoria entro le ore 16 del giorno precedente: monteneve@museiprovinciali.it, tel +39 348 3100443 (Franz Kofler)

Avventura Monteneve

Escursione di un'intera giornata con guida dal parcheggio "Ponte di Monteneve" sulla strada di Passo del Rombo. Partenza: ore 8.30. Salita attraverso la conca di Seemoos fino al villaggio dei minatori di San Martino di Monteneve, vista al locale espositivo. Pausa pranzo. Salita alla Forcella di Monteneve, discesa alla galleria Poschhaus, percorso di 3,5 km nella montagna con il trenino della miniera, quindi 2,5 km a piedi attraverso il pozzo 4 lungo la galleria "Karl". Ritorno al parcheggio "Ponte di Monteneve", arrivo verso le 18.30 ca. Dislivello 1100 m!
Ogni persona riceverà stivali, mantella, casco e lampada frontale per percorrere le gallerie.
Numero minimo partecipanti: 8 persone
Prenotazione obbligatoria entro le ore 16 del giorno precedente: monteneve@museiprovinciali.it, tel. +39 348 3100443 (Franz Kofler)

 

 

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve. Foto Armin Terzer

Informazioni utili

Partenza dalla Val Passiria: con l’automobile da Merano lungo la SS44 per Moso in Passiria, da qui si prosegue sulla SS44bis per 9,3 km in direzione Passo del Rombo fino al ponte di Monteneve. Parcheggio circa 200 m prima del ponte. Dal ponte di Monteneve si segue il sentiero 31 fino a Seemoos e si prosegue lungo il sentiero n.29  fino al vecchio villaggio dei minatori di San Martino. Altitudine 690 m. Durata del percorso: ca. 2 h.

Partenza da Ridanna/Masseria: dal Museo Provinciale delle Miniere percorrendo la strada carrozzabile (ca. 7 km) oppure il sentiero didattico della miniera fino ai ruderi di casa Poschhaus. Da qui si prosegue lungo il sentiero didattico segnato fino alla Forcella di Monteneve. Segue la discesa al villaggio dei minatori di San Martino con il Rifugio Monteneve. Da luglio a metà ottobre è possibile spostarsi da Masseria a casa Poschhaus con uno shuttlebus (risparmiando circa 2 ore). Per prenotazioni: tel. +39 0472 656364. Salita: dislivello 1.300 m, discesa: dislivello 350 m; durata percorso a piedi: ca. 4h

Accessibilità: La sede di Monteneve si trova a 2.355 m di quota e si raggiunge solamente a piedi.

Rifugio Monteneve. Tel.: +39 0473 932900; Corvara 42/43; I-39013 Mooso Val Passiria

 

SEDE DI RIDANNA

 

Impianto industriale in alta montagna

Un monumento della rivoluzione industriale

La sede di Ridanna è una testimonianza veramente unica del periodo della rivoluzione industriale. 150 anni fa qui fu realizzato un impianto di arricchimento del minerale, fra i più moderne per l'epoca. Potenti macchinari frantumano e macinano finemente la roccia, mentre grandi bacini di flottazione separano il minerale facendo salire il metallo in superficie. All'aperto è ancora possibile vedere l'impianto di trasporto su rotaia che, per il suo genere, è il più grande del mondo con piani inclinati impressionanti e binari per il traino con i cavalli che collegano il distretto minerario in alta montagna. La galleria Poschhaus attraversa la montagna per 6 km e sbocca in Val Passiria.

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve

ore 10, 11.30, 13.30 e 15.15

Ridanna compact

Percorso dedicato a chi si accosta per la prima volta al mondo delle miniere

A Masseria è possibile assistere all'intero processo di produzione, attraverso la messa in funzione dell'impianto di arricchimento del minerale, ancora in perfetto stato originario.
La visita inizia nella galleria didattica, dove vengono spiegati i diversi metodi di estrazione del minerale, che si sono succeduti nel corso dei secoli, dall'impiego della punta e della mazzetta fino all'uso della dinamite. All'aperto ci si può rendere conto di quali e quante sfide dovevano affrontare giornalmente i minatori per trasportare il minerale in zone così impervie, osservando quello che resta degli impianti di trasporto. Questa visita è un viaggio attraverso gli anni della rivoluzione industriale.
Prenotazione necessaria.
Si raccomanda abbigliamento caldo (temperatura in galleria 8°C).
La visita guidata non incontra barriere architettoniche. 
Durata: 1h30m

 

Miniera Junior Ridannasabato e domenica, ore 13.30

Miniera Junior

Percorso interattivo pensato per famiglie con bambine/i e per scolaresche

A caccia di minerali in galleria, nella discarica del materiale e nello stagno, muniti di punta e mazzetta, zappa, pala e setaccio. Ideale anche come ambientazione per le feste di compleanno.
In questo workshop, le nostre guide svelano quali tesori celano le viscere della montagna, come li si estrae e utilizza. È prevista una visita nella galleria didattica, bardati con l’autentica attrezzatura dei minatori e non senza un pizzico di avventura. In un tratto di galleria adeguatamente predisposto si può sperimentare in prima persona un turno di lavoro dei minatori.
Prenotazione necessaria.
La visita guidata è accessibile a persone in carrozzina.
Si raccomanda abbigliamento caldo e un paio di calzini di ricambio per le/i più piccole/i.
Durata: 2h30m

 

Esposizioni a Ridanna

La vita dei minatori

L’esposizione permanente presso la sede di Ridanna approfondisce vari aspetti della tradizione mineraria locale. Oggetti personali e foto private dei minatori e delle loro famiglie raccontano la vita di questi lavoratori nel XIX e XX secolo. A partire dagli anni 20 del secolo scorso, arrivando sulle Alpi, molti di questi immigrati provenienti dall’Italia centrale, si trovarono ad affrontare una realtà per loro assolutamente sconosciuta. Gli alloggi nel fondovalle diedero vita ad un quartiere, dove era possibile continuare a coltivare le proprie tradizioni. Molti di loro ritornarono successivamente ai loro luoghi di origine, mentre alcuni rimasero in questa valle.
Al piano superiore dello stesso stabile vi è una mostra dedicata alle misurazioni in miniera, che spiega i diversi metodi con cui si prendevano le misurazioni necessarie alla escavazione di gallerie ed allo sfruttamento delle aree minerarie.
Un'altra sala è invece riservata a monete e minerali per rendere nota la grande varietà di questi nella zona.

 

galleria in miniera
11 maggio, ore 18

Tra la corsa all'oro e la rovina

Conferenza in lingua tedesca presso la sede di Ridanna e online

Miseria e ricchezza nelle miniere vanno sempre di pari passo. Come dicevano i minatori: in miniera è più facile che dieci muoiano piuttosto che uno si arricchisca.
La riforma monetaria di Carlo Magno ha determinato un cambiamento nell'economia monetaria dell'Alto Medioevo e ha portato a un periodo di prosperità nel settore minerario. I secoli successivi videro un costante alternarsi di alti e bassi. Nel XVI secolo, l'Europa iniziò a commerciare minerali con l'America appena scoperta: una svolta per le miniere locali.  
Nella conferenza Robert Gruber, che coordina la miniera di Villandro e da oltre 20 anni si occupa di miniere, racconta del susseguirsi di ricchezza e rovina nelle miniere altoatesine, in particolare quella di Villandro, e si pone l'intramontabile domanda: Era tutto meglio in passato? 
La conferenza si tiene presso la sede di Ridanna e online sul canale YouTube del museo. 


SEDE DI CADIPIETRA

Museo provinciale miniere - sede di Cadipietra

 

Mostra permanente

La mostra nel "granaio" propone un excursus nella storia dell'attività mineraria della Valle Aurina e pone l'attenzione sulle vicende delle persone che lavoravano nella miniera o per la miniera. Pezzo forte della mostra sono gli oggetti originali provenienti della collezione della famiglia von Enzenberg, imprenditori minerari proprio in Valle Aurina.
La mostra è accessibile a tutti e non ha barriere architettoniche.

 

martedì e sabato, ore 11

Bòninpònt a Cadipietra!

Escursione nel centro storico del paese

Il tour inizia nel "granaio" di Cadipietra, l'ex magazzino della società mineraria. In seguito le nostre guide vi condurranno attraverso il centro storico di Cadipietra, unico in Alto Adige nel suo genere, e deve le sue origini all'attività mineraria. Gli imponenti edifici dal caratteristico colore rosso, tra cui la casa del fattore, la tenuta Gassegg e la chiesa di Maria Loreto, nonché le fonderie, sono spiegati in dettaglio. Una passeggiata attraverso la storia secolare del commercio della Valle Aurina. 
Prenotazione necessaria a causa del numero limitato di partecipanti.
Durata: 1h

 

giovedì, ore 14

Terra cotta

Programma per bambine e bambini

Le bambine e i bambini creano figurine e vasetti in creta e li fanno cuocere poi nel forno a fossa realizzato da loro stessi.
Prenotazione entro martedì.
I materiali sono forniti dal museo. 
Durata: 2h

SEDE DI PREDOI

La miniera di rame

La miniera di Predoi ha conosciuto il suo periodo di massimo sviluppo 600 anni fa, quando il rame qui estratto era già particolarmente ambito per la sua straordinaria malleabilità. Le gallerie, scavate allora a mano nella roccia utilizzando utensili molto semplici, si possono definire veri e propri capolavori di abilità mineraria. Nel XX secolo, Predoi era ancora al terzo posto in Italia per importanza nell’estrazione del rame.

Avventura in galleria

ore 10, 11.20, 13.20, 15

Avventura in galleria

Un’esperienza adatta a tutti

Con il trenino della miniera ci si addentra per un chilometro nella galleria Sant’Ignazio e si prosegue poi a piedi nella galleria didattica. Il tragitto con il trenino dura circa dieci minuti. La visita guidata nelle viscere della montagna si snoda per 360 m e corre su due livelli. Dopo circa 75 minuti si ritorna alla stazione in superficie.
Prenotazione necessaria.
Si raccomanda abbigliamento caldo e scarpe chiuse (temperatura in galleria 8°C). Casco e impermeabile vengono messi a disposizione dal museo. 
La visita è sconsigliata alle persone affette da disturbi cardiocircolatori e/o da claustrofobia.
Durata: 1h15m

 

Miniera Junior Predoi

Miniera Junior

Un percorso interattivo pensato per famiglie con bambine e bambini e scholaresche

Si entra nella galleria Sant’Ignazio con il trenino della miniera e quindi si visita la galleria didattica. Dopo il ritorno all’aperto si sale leggermente a piedi fino al frantoio meccanico e alla galleria San Nicolò, dove andremo a caccia di tesori.
Su prenotazione.
Adatto per scolaresche della scuola primaria e per feste di compleanno di bambine e bambini dai cinque ai dieci anni.
Si raccomandano abbigliamento caldo e scarpe robuste (temperatura all’interno della galleria +8°). Caschi di protezione, mantelline e utensili vengono messi a disposizione dal museo.
Durata: 2h30m

 

Centro climatico

14 e 21 maggio

Porte aperte al Centro climatico di Predoi

Si rivolge alle persone che soffrono di allergie e rinite allergica l’evento “Aria di primavera” al Centro climatico presso la sede di Predoi del Museo provinciale Miniere. Chi ne soffre e tutte le persone interessate potranno visitare gratuitamente il Centro climatico e sperimentare le condizioni igieniche ideali dell'aria, che possono portare sollievo a chi soffre di patologie delle vie respiratorie dovute anche ad allergie. La terapia non ha effetti collaterali. 
Si parte rispettivamente alle ore 9, 11, 13.40 e 15.40: il trenino della miniera porterà le visitatrici e i visitatori attraverso la galleria di Sant’Ignazio fino al Centro climatico a circa 1.100 metri nella montagna: qui ci si potrà rilassare e si potrà godere l’aria pulita e senza pollini; dopo un'ora e mezza, si uscirà nuovamente con il trenino.
È necessaria la prenotazione scrivendo all’indirizzo mail predoi@museiprovinciali.it o chiamando il numero 0474 654298. 
La temperatura nella miniera è di nove gradi, quindi si raccomandano abiti caldi e scarpe robuste; il museo fornirà invece le mantelline impermeabili ed il casco.
L’iniziativa avrà luogo anche in caso di maltempo.

Sul canale YouTube del museo, inoltre, sono visibili le seguenti conferenze:

 

testimonianza storica dell'attività mineraria in Vall'Aurina
Il paesaggio minerario in Valle Aurina

Quando iniziò l'estrazione mineraria in Valle Aurina? Quali materie prime si estraevano e dove? E chi erano le persone, che cercavano i tesori della terra?
Sono moltissime le gallerie dimenticate che attraversano le montagne della Valle Aurina e tanti imbocchi sono ormai sepolti dalla vegetazione dei boschi o per crolli nel corso dei secoli. Il progetto di ricerca "Paesaggio Minerario Valle Aurina" si è posto l'obiettivo di seguirne le tracce. La scienziata Kathrin Geier presenta i risultati delle sue ricerche nella conferenza online in lingua tedesca “Bergbaulandschaft Tauferer Ahrntal. Die Schriftquellen”.

 

piantina delle gallerie di Monteneve
Monteneve le sue gallerie

Scavare chilometri e chilometri di gallerie in una montagna alla ricerca di minerali preziosi: è l’impresa ciclopica dei minatori di Monteneve. Le piantine di queste gallerie sono il tema di questa conferenza. 
Messe tutte in fila, le gallerie della miniera di Monteneve coprirebbero la distanza tra Bolzano e Verona. Raggiungono una lunghezza di 150 chilometri e furono scavate nei secoli passati per estrarre vari minerali.Il Museo provinciale Miniere possiede nella sua collezione numerose piantine, alcune delle quali hanno diverse centinaia di anni e sono di grande valore culturale e storico. Negli ultimi anni, diverse di queste sono state restaurate. Ne parla il curatore scientifico del museo, Armin Torggler, in occasione della conferenza online in lingua tedesca "Von Rissen und Schinzügen. Grubenpläne vom Schneeberg in der Sammlung des Landesmuseum Bergbau".

 

Il rame di Predoi ed i cannoni
Il rame di Predoi ed i cannoni

Il rame di Predoi e il suo uso nella fabbricazione di cannoni sono il tema della conferenza in lingua tedesca "Von Kupfer und Kanonen".
Nel Medioevo, i cannoni venivano fusi, tra l'altro, in bronzo, una lega composta da rame e stagno. Anche il rame estratto nella miniera di Predoi fu utilizzato per questo scopo. Parla di questo e degli inizi dell’artiglieria pesante in Tirolo lo storico Georg Neuhauser.

 

meccanica delle rocce
Meccanica delle rocce in immagini

Cosa succede alla roccia nel terreno quando vi si costruiscono dighe, gallerie o ponti? È questo il tema della conferenza in lingua tedesca “Felsmechanik – Spannung pur!”.
Le grandi infrastrutture possono essere realizzate solo in interazione diretta con il sottosuolo. Dighe e sbarramenti, strutture di centrali elettriche, gallerie e ponti, miniere di superficie e sotterranee - tutte queste strutture sono sostenute dalla roccia, che mobilita forze e spostamenti. Tutto questo è studiato dalla meccanica delle rocce, che si muove tra la geologia e l’ingegneria civile.Ne parla Thomas Marcher, direttore dell'Istituto per la Meccanica delle rocce e la costruzione di gallerie dell'Università di Tecnologia di Graz, avvalendosi di un ampio materiale fotografico.

lo stemma della confraternita dei Canopi di Pergine

La confraternita dei Canopi di Pergine

All’inizio del XVI secolo l’attività mineraria tornò a svilupparsi anche nell’alta valle del Fersina. A quell’epoca risale anche la fondazione, a Pergine, della confraternita che riuniva i lavoratori delle miniere.
Nella conferenza, Emanuele Curzel dell’Università di Trento condurrà le ascoltatrici e gli ascoltatori a scoprire l’interessante mondo delle confraternite dei lavoratori delle miniere. Dopo un’introduzione relativa alla storia delle confraternite in generale, la conferenza verterà in particolare sulla storia della confraternita dei Canopi di Pergine e dunque sulle fonti che permettono di conoscere tale realtà storica, sul suo statuto (datato 1503) e su alcuni aspetti della propria attività nelle epoche successive.
La tematica risulta di particolare interesse e rilevanza, in quanto solo recentemente sono stati scoperti e studiati i documenti storici relativi alla vicenda della confraternita di Pergine.

Bianca Zerobin e Roman Lamprecht

Il paesaggio minerario in Valle Aurina

Sono moltissime le gallerie dimenticate che attraversano le montagne della Valle Aurina e tanti imbocchi sono ormai sepolti dalla vegetazione dei boschi o per crolli nel corso dei secoli. Ma quando iniziò l'estrazione mineraria in questo territorio? Quali tesori custodivano le montagne? E chi erano le persone, che li cercavano?
L’archeologa Bianca Zerobin e l’archeologo Roman Lamprecht rispondono a queste domande nell’ambito del progetto di ricerca "Paesaggio Minerario Valle Aurina" e nell’omonima conferenza. Zerobin e Lamprecht presentano i risultati delle loro ricerche sul campo nei paesaggi montani della Valle Aurina, nonché reperti e materiale fotografico esclusivo e tracciano un quadro di una vasta area mineraria.
In lingua tedesca

galleria mineraria presso Lutago in Valle Aurina
Pubblicazione sul paesaggio minerario in Valle Aurina

Quando iniziò l'estrazione mineraria in Valle Aurina? Cosa si estraeva? E chi era coinvolto?
Lo svela la nuova pubblicazione in lingua tedesca "Bergbaulandschaft Tauferer Ahrntal I - Die Schriftquellen", la prima nell’ambito dell’omonimo progetto di ricerca.
Armin Torggler, curatore scientifico del Museo provinciale Miniere, coautore ed editore del libro presenta la pubblicazione e parla della collaborazione con la scienziata Kathrin Geier, della difficile ricerca di tracce negli archivi e di sorprendenti scoperte sull’attività mineraria in Valle Aurina.
In lingua tedesca

estrazione di marcasite in Valle Aurina
L'estrazione del granato

L'almandino è una pietra dura di colore rosso e appartiene al gruppo di minerali dei granati. Nel XIX secolo questa pietra veniva estratta nelle Valli di Tures e Aurina e venduta con il nome di "granato di Boemia". Anche se l'estrazione durò solo 12 anni, le pietre dure di questo giacimento erano note per il loro colore intenso. Divennero elemento imprescindibile nella moda Biedermeier e Liberty e, in alcune regioni alpine, sono ancora oggi una componente molto amata dalla bigiotteria tradizionale. Oggi alcuni toponimi locali, come l'imbocco crollato di Obertrippach in Valle Aurina, ricordano questa fiorente attività mineraria.
L'archeologa Bianca Zerobin mostrerà perché è tanto importante riportare alla luce questa parte ancora sconosciuta della storia e dell'archeologia mineraria delle Valli di Tures e Aurina.
In lingua tedesca.

 

roccia con rame in Val Venosta Foto Thomas Koch Waldner


Miniere di rame preistoriche in Val Venosta

I giacimenti di rame e l’attività mineraria preistorica in Val Venosta sono direttamente responsabili dell'insediamento nella valle. Le scorie di rame sul Monte di Prato dimostrano che lì oltre 3000 anni fa c'era una vivace attività mineraria. La lavorazione del rame diede origine ai primi insediamenti e incentivò relazioni commerciali che andavano dalle zone più a nord dell'Europa centrale al Mediterraneo.
Thomas Koch Waldner, originario di Prato allo Stelvio in Val Venosta e oggi ricercatore presso il Deutsches Bergbaumuseum di Bochum, spiega le correlazioni tra il rame della Val Venosta e la storia degli insediamenti nella valle e presenta i risultati di un ampio progetto di ricerca.
In lingua tedesca.

Residenza dinastica dei conti del Tirolo, il castello ha dato il nome all'intera regione. La sua realizzazione risale alla seconda metà dell'XI secolo. Il percorso museale è incentrato sulla storia del Tirolo dai primordi ai giorni nostri. Nel palazzo meridionale si trovano i due portali romanici, mentre nella cappella del castello, intitolata a San Pancrazio ed edificata su due piani, notevoli pitture murali gotiche. Nella "Torre della memoria" del mastio è possibile ripercorrere la storia dell’Alto Adige nel XX secolo.

www.casteltirolo.it

Castel Tirolo. Foto H. Hermes

 

Cartina “Orbis terrarum”, 1662‒1665, Bressanone, Vinzentinum. Foto Peter Daldos, spherea3D

 

dal 26 marzo al 5 giugno 2022

GLOBAL ’500

1522 – 2022

Dalla circumnavigazione del globo alla percezione del mondo

Lois Fasching & Arnold Mario Dall’O


500 anni dopo la prima circumnavigazione del globo da parte di Ferdinando Magellano, il Museo provinciale Castel Tirolo presenta questo importante evento storico attraverso un’installazione artistica dello scultore del Tirolo orientale Lois Fasching.
A questa si aggiunge la prima esposizione di fogli originali tratti dall’opera di Arnold Mario Dall’O “Mein Handatlas” (Il mio atlante portatile), costituiti da carte geografiche impresse con linoleografie. Ursula Stampfer ha selezionato 19 mappe del mondo e i resoconti di viaggio più significativi dal ricco patrimonio bibliografico delle biblioteche tirolesi. 
La mostra si propone come un percorso alla scoperta del fenomeno della globalizzazione, legato a figure storiche, a vecchie mappe storiche e al modo in cui l’arte affronta un mondo in continua evoluzione, anche sulle carte geografiche.

 

Georg Thuille, Foto Peter Daldos, spherea3D
dal 26 marzo al 5 giugno 2022

Georg Thuille. Visioni dell’uomo

La posizione artistica nel mastio è dedicata all’attività artistica di Georg Thuille. Nato nel 1946 nel Vorarlberg da genitori che avevano lasciato l’Alto Adige a seguito delle Opzioni, insieme alla fece ritorno a Tubre in Val Monastero nel 1950. La sua formazione alla scuola professionale di pittura e grafica, frequentata a Innsbruck agli inizi degli anni Sessanta è stata decisiva e fu il motivo, per cui Karl Plattner lo scelse quale aiutante per la realizzazione degli affreschi della cappella del ponte Europa. La pennellata libera, la precisione del tratto, la rapidità nell’esecuzione, Thuille non le ha imparate a scuola, bensì da Plattner.
Thuille utilizza per lo più la tecnica dell’acquaforte (incisione su lastra metallica tramite morsura). Nelle “visioni dell’uomo” si trovano corpi statici e in movimento, parti superiori del busto con teste, spesso in profili perduti, spesso senza particolari interni, forme senza voce né parola, nudi, torsi.
I quadri di Thuille generalmente non hanno titolo. Così facendo si dà ampio spazio all’interpretazione, le possibilità di lettura si ampliano, la dialettica dà vita a un passo a tre fra idea, quadro e chi osserva.
Thuille non ha fatto dell’arte la sua fonte di sussistenza. L’arte rimane espressione della parte più intima della sua anima, è il processo dialogico che permette il passaggio dal soliloquio al dialogo fittizio a due. Georg Thuille è un artista insolito. Il fatto che le sue opere non siano in vendita e che pertanto lui non sia presente sul mercato espositivo stimola la curiosità sulla sua persona, celata come quella di un eremita. In ogni caso le sue opere possono essere considerate risposte silenziose agli interrogativi ricorrenti dell’uomo sul suo essere, divenire e perire.

Hans Siegert, scenografia di “Minna von Barnhelm”, 1942, Stadtarchiv Innsbruck. Foto Johannes Plattner Fotografie, Innsbruck
dal 2 luglio al 20 novembre 2022

Amore, morte e demonio. Il teatro in Tirolo

La mostra è incentrata sulla storia e sulle “storie” dell’arte teatrale nel Tirolo storico. Non ci si limiterà a guardare ai suoi inizi, ma anche a diverse sequenze tematiche che riassumeranno i suoi diversi filoni di sviluppo. Dalle rappresentazioni sacre e profane del Medioevo, attraverso il teatro gesuita o quello di corte della prima Età Moderna, passando per la scuola teatrale barocca, le rappresentazioni popolari durante le processioni, il teatro popolare, oppure lo sviluppo dei grandi teatri. Non potrà mancare uno sguardo alle rappresentazioni della Passione a Erl, all’ampia tematica sulle rappresentazioni all’aperto e sui palcoscenici in lingua italiana di Bolzano.
Il risultato è un quadro colorato e movimentato, che giunge fino ai giorni nostri. È la prima mostra che sia mai stata allestita sulla storia del teatro tirolese, un progetto pioneristico che si basa a livello storico-artistico su una vasta scelta di documenti e opere.


Il museo presenta alcuni dei suoi contenuti con i seguenti tour virtuali:

ex Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Silvius Magnago

360° TORRE DELLA MEMORIA

Cosa successe nel periodo delle Opzioni? Cosa significa l’autonomia per l’Alto Adige e come è organizzata a livello politico? Chi è interessato alla storia dell’Alto Adige/Sudtirolo nel XX secolo, non può perdersi la sua suggestiva presentazione nel mastio. La torre ospita dal 2003 una mostra permanente sulla storia dell’Alto Adige/Sudtirolo nel XX secolo. Dal 2016 è stato rinnovato l’allestimento museale, che spiega i collegamenti storici con l’aiuto di non meno di 400 oggetti.

La “Torre della Memoria” è visitabile anche attraverso un tour virtuale pensato per tutti coloro che vogliono visitare la mostra permanente comodamente da casa o per chi non ha potuto affrontare l’ascesa della torre fino all’ultimo piano. È stato inoltre arricchito da un formato didattico creato ad hoc per il personale insegnante per  approfondire alcuni aspetti lavorando in classe con le proprie alunne ed i propri alunni.

 

immagine simbolo della mostra

360º ICH WOLKENSTEIN

Senza alcun dubbio fu uno tra i personaggi più sfavillanti del tardo medioevo: Oswald von Wolkenstein, un nobile terriero nato nel 1376 o 1377 nella contea del Tirolo che da uomo d’armi e diplomatico al servizio di varie signorie viaggiò attraverso gran parte del mondo allora conosciuto e che grazie ai suoi poliedrici talenti divenne servitore e consigliere di re Sigismondo e perfino cavaliere del Sacro Romano Impero.
Ma questa è soltanto una delle tante sfaccettature dello straordinario curriculum del nobile carrierista rimasto fino alla sua vecchiaia oltremodo combattivo sia con le armi che con le parole e che tra l’altro fu anche giurisconsulto, scabino e pellegrino in Terra Santa.
Se già l’intensa vita del cavaliere errante tirolese morto a Merano il 2 agosto 1445 e sepolto nella collegiata dell’abbazia di Novacella vale ad essere ripercorsa in una mostra temporanea a Castel Tirolo, tanto più va ricordato l’altro suo ruolo, quello di eccelso poeta tedesco, compositore, cantante e musicista, i cui Lieder monòdici e polifonici fanno parte, grazie alla loro individualità ed ampiezza di repertorio, delle testimonianze più significative dell’arte compositoria tedesca della prima metà del Quattrocento.
È il primo poeta tedesco medievale ad averci tramandato la sua copiosa opera in due raccolte di manoscritti corredati da notazioni musicali e dai primissimi autentici ritratti d’autore, così come è pure l’unico poeta del medioevo la cui movimentata biografia risulta quasi interamente ricostruibile grazie alla molteplicità delle testimonianze scritte ed illustrate rimaste conservate.
La mostra di Castel Tirolo interamente dedicata alla vita e all’opera di Oswald von Wolkenstein vuole altresì permettere di dare uno sguardo ad un’epoca in cui i conflitti d’armi e la diplomazia, il servizio a corte e gli intrecci della politica aristocratica, la pratica della giurisdizione e l’onnicomprensivo timor di Dio segnavano la vita della nobiltà.

Situato nell’antica residenza urbana e sede degli uffici amministrativi dell’imperatore Massimiliano I, il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige illustra la storia naturale e paesaggistica dell’Alto Adige, uno dei territori più multiformi d’Europa. Su una superficie espositiva di circa 1.000 mq, il museo consente di scoprire – in una sorta di viaggio nel tempo scandito da plastici, diorami e postazioni sperimentali e multimediali – i momenti più importanti delle origini della terra e della nascita e dello sviluppo dei vari ambienti naturali. Il piano terra ospita regolarmente mostre temporanee.

natura.museum

Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige

Il museo offre inoltre diverse visite guidate e conferenze online sul suo canale YouTube.

 

Androsace helvetica Foto Andreas  Hilpold

12 gennaio, ore 18

Evoluzione della flora alpina: un colloquio della Piattaforma Biodiversità dell’Alto Adige

Le Alpi sono una regione di alta montagna al confine tra un clima mitteleuropeo e uno mediterraneo, estremamente ricca di specie. Sull'origine di questa biodiversità le ipotesi per molto tempo si sono in parte contraddette. In questa conferenza, Peter Schönswetter, prendendo spunto dai risultati di nuove ricerche dà una panoramica dei vari processi che possono portare all'emergere di nuove specie.
Peter Schönswetter, professore all'Istituto di Botanica dell'Università di Innsbruck, ha studiato per molti anni la formazione e la diversificazione della flora alpina.
Prenotazione online sul sito del museo.
Info: tel. 0471 412964.
In lingua tedesca
Gratuito
Il colloquio è visibile anche online sul canale YouTube del museo.

 

il gruppo di lavoro Flora dell'Alto Adige sul Monte Bullaccia

14 gennaio, ore 18

Sulle tracce della nostra flora - il gruppo di lavoro Flora dell'Alto Adige

Subito dopo l'istituzione del Dipartimento di Botanica del Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige alla fine degli anni '90, è sorto il desiderio di fondare un gruppo di lavoro per lo studio della flora dell'Alto Adige. Il gruppo di lavoro si rivolge a persone - profane ed esperte – con la passione della flora altoatesina e della sua rilevazione. La conferenza dà un'idea dei metodi di lavoro del gruppo e delle molte nuove intuizioni sulla flora del nostro territorio acquisite negli ultimi due decenni.
Relatore: Thomas Wilhalm, conservatore della sezione botanica al Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige.
Info: tel. 0471 412964.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
In lingua tedesca
Gratuito
Il colloquio è visibile anche online sul canale YouTube del museo

 

luci nella notte al Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige

21 gennaio, ore 18 in lingua tedesca, ore 19 in lingua italiana,

Luci nella notte - Geheimnisse der Nacht

Una speciale guida in orario serale vi permette di scoprire cosa accade al museo di notte, quando le porte si chiudono e le luci si spengono, non solo i segreti degli animali notturni presenti nelle sale, ma anche cos’altro brilla nelle tenebre.
Per famiglie e persone interessate
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
Tel. 0471 412964
In lingua italiana
Il costo della partecipazione coincide con quello dell’ingresso al museo.

uno dei progetti di Leonardo, la Bicicletta volante Copyright Leonardo3

22 gennaio, ore 15 - 16:30

Workshop "Biciclette, bolidi, razzi e macchine volanti"

Tutti i mezzi che si muovono nell’aria o nell’acqua vengono frenati dall’attrito. Da sempre l’ingegneria studia nuovi modelli di veicoli per ridurne l’effetto. Chi vuole mettersi alla prova e cercare di costruire la macchina volante più aerodinamica?
Dai 10 ai 14 anni
Giuliano Zendri, fisico, da anni spiega la fisica a persone adulti, bambine e bambini in modo interattivo, divertente, ma rigorosamente scientifico.
È necessaria la prenotazione sul sito del museo
Info: tel. 0471 412964
In lingua italiana
6,50 euro

Schizzi di natura Foto Gabriella Meraner

28 gennaio, ore 18 – 20

Gruppo di disegno „Schizzi di natura – Natur zeichnen“

Una volta al mese il gruppo si ritrova per disegnare elementi della natura: conchiglie, piante, insetti, uccelli e molto altro. Un’occasione di scambio di esperienze e conoscenze, un momento da dedicare al proprio passatempo preferito.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 412964
In lingua tedesca e italiana
Gratuito

un progetto di Leonardo, la Bombarda multipla Copyright Leonardo3

1° febbraio, ore 18

Leonardo, sogni o progetti?

Un incontro per raccontare Leonardo nelle vesti di ingegnere, innovatore e progettista al centro del Rinascimento scientifico e tecnologico.
Talvolta amiamo celebrare Leonardo come genio universale quando, in realtà, il suo lavoro si sviluppa in un periodo popolato di uomini straordinari e creativi, in grado di realizzare progetti incredibili. Quali sono dunque i sogni e i progetti davvero realizzabili che Leonardo ci ha lasciato? Quali sono le sue idee più innovative, e quali invece quelle già percorse da altri prima di lui?
Verranno descritti e illustrati alcuni dei progetti esposti nella mostra „Le macchine di Leonardo“ presso il museo, ma non solo.
Con Massimiliano Lisa, direttore del museo „Il Mondo di Leonardo“ di Milano, Plinio Innocenzi, docente di Scienza e Tecnologia dei Materiali, Università di Sassari ed Edoardo Zanon, direttore scientifico di Leonardo3
In lingua italiana
È necessaria la prenotazione sul sito del museo
Info: tel. 0471 412964
Gratuito

Alberto Scotti e Magdalena Vanek

9 febbraio, ore 18

„Fiumi“ di scienza

Alberto Scotti e Magdalena Vanek presentano i diversi filoni di ricerca acquatica studiati dall’Istituto per l’Ambiente Alpino di Eurac Research: dai cambiamenti climatici, alla produzione idroelettrica, ad uno studio europeo riguardante il valore ambientale degli stagni, allo studio della biodiversità acquatica per il “Monitoraggio della Biodiversità Alto Adige”.
Alberto Scotti, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca in biologia nel 2020 presso l’Università di Innsbruck, segue oggi tutte le attività dell’Istituto per l’Ambiente Alpino connesse con le risorse acquatiche.
Magdalena Vanek, laurea specialistica in “conservazione naturale e monitoraggio della biodiversità”, segue le attività legate al “Monitoraggio della Biodiversità Alto Adige” per gli ambienti acquatici. Una manifestazione della Piattaforma Biodiversità dell’Alto Adige.
Info: tel. 0471 412964
In lingua italiana e tedesca
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo

 

Schizzi di natura
11 febbraio, ore 18 – 20

Gruppo di disegno „Schizzi di natura – Natur zeichnen“

Una volta al mese il gruppo si ritrova per disegnare elementi della natura: conchiglie, piante, insetti, uccelli e molto altro. Un’occasione di scambio di esperienze e conoscenze, un momento da dedicare al proprio passatempo preferito.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 412964
In lingua tedesca e italiana
Gratuito


Pocillopora damicornis

17 febbraio, ore 17:30 – 19

La natura al microscopio: i coralli

Questo workshop si rivolge a chi ama il microscopio e le barriere coralline e permette di scoprire gli animali più affascinanti dell’acquario: i coralli. Vedremo come sono fatti i loro tentacoli, come mangiano, in che modo riescono a urticarci e proveremo a individuare le alghe microscopiche che vivono al loro interno, nutrendoli e colorandoli.
Con Massimo Morpurgo, biologo e curatore degli acquari al museo
Per persone adulte, ragazze e ragazzi dai 12 anni in su
In lingua italiana
Prenotazione obbligatoria sul sito del museo
Info: tel. 0471 412964
7 Euro

 

Creta

18 febbraio, ore 18

Creta: impressioni botaniche autunnali

La regione mediterranea è nota per la sua abbondanza di fiori in primavera. Ma anche l'autunno riserva delle sorprese colorate. Oltre a una serie di specie di piante a fioritura autunnale, la conferenza presenta più in dettaglio il paesaggio e le coltivazioni più importanti dell'isola più meridionale d'Europa.
Con Andreas Hilpold, botanico e collaboratore di Eurac, Bolzano.
Info: tel. 0471 412964
È necessaria la prenotazione sul sito del museo.
In lingua tedesca
Ingresso gratuito

 

luci nella notte al Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige

18 febbraio, ore 18 in lingua tedesca, ore 19 in lingua italiana

Luci nella notte - Geheimnisse der Nacht

Una speciale guida in orario serale vi permette di scoprire cosa accade al museo di notte, quando le porte si chiudono e le luci si spengono, non solo i segreti degli animali notturni presenti nelle sale, ma anche cos’altro brilla nelle tenebre.
Per famiglie e persone interessate
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Tel. 0471 412964
In lingua italiana
Il costo della partecipazione coincide con quello dell’ingresso al museo.

 

ragnatela con ragno

23 febbraio, ore 16 – 18

Workshop „Brividi al museo!“

Pronti a sfidare le vostre paure? O forse ragni, scorpioni e pipistrelli sono i vostri animali preferiti? Al Museo di Scienze Naturali vi aspetta un pomeriggio speciale: storie e curiosità dal mondo degli animali vi faranno accapponare la pelle! Un’avventura per bambine e bambini coraggiose/i dagli 8 ai 12 anni
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Tel: 0471 41 29 64
In lingua italiana e tedesca
6,50 €

 

libro

26 febbraio, ore 17:30 – 19

Non siamo tutti sulla stessa barca

presentazione libro

Il mare come metafora, ma anche come luogo in cui si concentrano maggiormente le contraddizioni del sistema globale del ventunesimo secolo: in un saggio che si muove dalla questione del cambiamento climatico fino ad approdare alle grandi emergenze umanitarie, Giorgio Brizio delinea uno spaccato estremamente vivido e lucido dello scenario attuale filtrato dalle sue esperienze personali nella sua opera prima “Non siamo tutti sulla stessa barca – le sfide del nostro tempo agli occhi di un ragazzo”, edito da Slow Food Editore.
L’autore Giorgio Brizio, 19 anni, è attivista per i diritti nell’epoca dei rovesci. Ha vissuto a Berlino e a Torino, dove frequenta un corso di laurea in Scienze internazionali dello sviluppo e della cooperazione. Da due anni si occupa principalmente di crisi climatica e migrazioni portando avanti battaglie politiche e opere di sensibilizzazione. I suoi articoli sono stati pubblicati da Domani, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della Sera, alcune altre testate e blog online.
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo

la Terra

4 marzo, ore 18

Astronomia e crisi climatica +++ RINVIATO +++

I fattori astronomici non hanno alcun ruolo nella crisi climatica causata dall'uomo, ma l'astronomia può ancora contribuire alla sua soluzione.Se le astronome e gli astronomi riescono a ridurre la propria impronta ecologica, possono diventare dei modelli nella richiesta di un cambiamento realistico e continuare a collaborare a livello globale. E ancora più importante: l'astronomia può trasmettere il concetto di unicità del nostro pianeta, un senso di appartenenza globale e l’entusiasmo per le meraviglie dell'universo.
Leonard Burtscher è un ricercatore presso l'Osservatorio dell'Università di Leiden, nei Paesi Bassi e co-fondatore di “Astronomers for Planet Earth” (2019).
Info: tel. 0471 412964
Ingresso gratuito
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo


topo

8 marzo, ore 18

La vita nascosta di insettivori e roditori

I mammiferi di stazza piccola si sono adattati all'ambiente con una grande varietà di strategie e colonizzano habitat che vanno dal fondovalle fino alle cime delle montagne. Anche la loro biodiversità è grande. Utilizzando metodi genetici, è stato possibile rintracciare diverse specie finora nascoste (criptiche) che non possono essere determinate sulla base delle caratteristiche esterne e che mostrano interessanti modelli di distribuzione. I piccoli mammiferi necessitano inoltre di una quantità di energia relativamente alta. Pertanto, hanno sviluppato vari modi per colmare le carenze di cibo.
Nella sua conferenza Jürg Paul Müller presenta i più recenti risultati di ricerca della biologia dei piccoli mammiferi.
Jürg Paul Müller è un biologo e per quasi quattro decenni è stato direttore del Museo della natura dei Grigioni di Coira. Negli ultimi dieci anni si è dedicato principalmente allo studio dei piccoli mammiferi ed è autore di numerose pubblicazioni.
Info: tel. 0471 412964
È necessaria la prenotazione sul sito del museo
Ingresso gratuito

 

 

Mauro Gobbi

9 marzo, ore 18

Va dove ti porta il… ghiaccioStorie di insetti in ambienti d’alta quota

Il cambiamento climatico e il ritiro dei ghiacciai sono le maggiori minacce per gli insetti alpini. Gli insetti sono sentinelle dei cambiamenti climatici e il loro studio ci sta aiutando a comprendere gli effetti del riscaldamento globale sulla biodiversità alpina. Ci sono diversi meccanismi di adattamento, come alcune specie che espandono la loro gamma, altre che la riducono, le specie dei climi caldi si spostano ad altitudini più elevate e le specie dei climi freddi possono rimanere e adattarsi alle nuove condizioni microclimatiche più miti, e specie dei climi freddi possono anche estinguersi localmente. 
Mauro Gobbi ci guiderà attraverso i suoi venti anni di ricerca. Grazie alla sua ricerca ci sono evidenze di elevata resistenza al calore di alcuni insetti “glaciali” grazie a meccanismi di difesa molecolari che potrebbero, almeno sul breve termine, consentire loro di adattarsi a leggeri e graduali incrementi della temperatura ambientale. Sono già noti, comunque, casi di estinzione locale di specie di insetti in relazione al ritiro dei ghiacciai. 
Mauro Gobbi è un ricercatore presso il MUSE-Museo delle Scienze di Trento. Da quasi vent’anni studia gli insetti che vivono ai margini dei ghiacciai Alpini ed extra-Alpini. Ha compiuto spedizioni sulle Alpi, sui Pirenei, sulle Ande e in Scandinavia.
In lingua italiana
Info: tel. 0471 412964 
Ingresso libero
Una manifestazione della Piattaforma Biodiversità dell’Alto Adige.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.

 

Schizzi di natura

11 marzo, ore 18 – 20

Gruppo di disegno „Schizzi di natura – Natur zeichnen“

Una volta al mese il gruppo si ritrova per disegnare elementi della natura: conchiglie, piante, insetti, uccelli e molto altro. Un’occasione di scambio di esperienze e conoscenze, un momento da dedicare al proprio passatempo preferito.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 412964
In lingua tedesca e italiana
La partecipazione è gratuita


Bolzano

12 marzo, ore 14:30 - 16:30

Passeggiata sul bordo di un antico vulcano – la caldera di Bolzano

Percorrere la passeggiata di S. Osvaldo è come risalire il fianco di un’antica caldera. Scopriamo i segni lasciati dall’intensa attività vulcanica, che ha interessato la conca di Bolzano 280 milioni di anni fa.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 41 29 64
In lingua italiana e tedesca
Luogo d’incontro: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
Percorso con barriere architettoniche (gradini)
Il prezzo per la partecipazione corrisponde a quello del biglietto d’ingresso al museo

 

luci nella notte al Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige

18 marzo, ore 19

Luci nella notte - Geheimnisse der Nacht

Una speciale guida in orario serale vi permette di scoprire cosa accade al museo di notte, quando le porte si chiudono e le luci si spengono, non solo i segreti degli animali notturni presenti nelle sale, ma anche cos’altro brilla nelle tenebre.
Per famiglie e persone interessate
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
In lingua italiana
Tel. 0471 412964
Il costo della partecipazione coincide con quello dell’ingresso al museo.


airone

24 marzo, ore 18

Uccelli migranti all’aeroporto di Bolzano +++ RINVIATO +++

Da quando un manipolo di ornitologi di Dolomiti Birdwatching monitora l’area dell’aeroporto, il sito si è rivelato un autentico hotspot ornitologico. Circa 180 specie di uccelli sono state registrate, per lo più migratori, ma anche nidificanti e svernanti. Le osservazioni comprendono specie particolarmente rare che non erano mai state rilevate in regione, come la pernice di mare, la pernice di mare orientale e il nibbio bianco.
Il relatore della conferenza è Maurizio Azzolini, fondatore di Dolomiti Birdwatching, nodo regionale di EuroBirdNet Italia, collaboratore del Parco Nazionale dello Stelvio e birdwatcher da sempre attivo a livello nazionale.
Info: tel. 0471 412964
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Ingresso libero

 

Crocus

25 marzo, ore 18

Masigga, Menglstoanlan e Muttergottesäpfelen

Documentazione dei nomi dialettali delle piante in Alto Adige. Risultati 2a parte

Quali specie di piante hanno la più grande varietà di nomi dialettali in Alto Adige? Perché ci sono gli stessi nomi dialettali per diverse specie di piante? I nomi dialettali degli alberi sono più vecchi di quelli delle erbe?
Un progetto di ricerca di due anni sui nomi dialettali delle piante dell'Alto Adige risponde a queste e altre domande.
Johannes Ortner, antropologo culturale, è, tra l'altro, il referente per i microtoponimi della Provincia Autonoma di Bolzano e si occupa della parte linguistica del progetto; Angelika Ruele, botanica, segue gli aspetti botanici e Thomas Wilhalm, curatore di botanica al Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige, è il responsabile del progetto.
La conferenza si tiene nell'ambito degli incontri del Gruppo di lavoro sulla flora dell'Alto Adige.
Info: Thomas Wilhalm, tel. 0471 413431
Ingresso gratuito
È necessaria la prenotazione sul sito web del museo.

 

Bolzano

26 marzo, ore 14:30 - 16:30

Passeggiata sul bordo di un antico vulcano – la caldera di Bolzano

Percorrere la passeggiata di S. Osvaldo è come risalire il fianco di un’antica caldera. Scopriamo i segni lasciati dall’intensa attività vulcanica, che ha interessato la conca di Bolzano 280 milioni di anni fa.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 41 29 64
In lingua italiana e tedesca
Luogo d’incontro: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
Percorso con barriere architettoniche (gradini)
Il prezzo per la partecipazione corrisponde a quello del biglietto d’ingresso al museo.

 

Dragons Foto shutterstock

dal 28 marzo al 19 giugno 2022

Dragons: il fantastico mondo dei Sauri

Lucertole, varani, iguane, camaleonti, basilischi, mostri di Gila e gechi, provenienti da tutto il mondo: questa mostra temporanea presenta quasi 40 specie di sauri. Già ospite del Museo di Scienze Naturali nell’ottobre del 2020, dovette chiudere i battenti per la seconda ondata di Covid-19 dopo sole quattro settimane.
Tutti gli esemplari esposti sono ospitati in idonei terrari e nati in allevamenti specializzati. Guardandoli, si scopriranno tante caratteristiche tipiche di questi rettili squamati: si vedrà ad esempio la loro lingua molto lunga, che muovono continuamente dentro e fuori il cavo orale e che permette loro di “annusare”. La lingua infatti cattura particelle d'aria e le porta in bocca, dove un organo specializzato rileva i vari odori. 
I sauri di norma si distinguono dai serpenti in quanto dotati di zampe, aperture esterne per le orecchie e palpebre mobili, funzionali, che muovendosi puliscono e proteggono gli occhi. Esistono tuttavia delle eccezioni, come ad esempio alcuni gechi con palpebre fisse come i serpenti: la loro membrana trasparente protegge gli occhi dalle impurità e dal sole ed usano la lingua per pulire gli occhi. Quando mutano la loro pelle, ogni anno, si sfaldano anche le palpebre.
La coda dei sauri è spesso molto lunga e li aiuta a rimanere in equilibrio mentre si muovono. Alcuni sauri, come i camaleonti, hanno la coda prensile, per muoversi più agilmente nella vegetazione. In molte specie, la coda è fragile e può rompersi facilmente. Alcuni sauri, come ad esempio le lucertole muraiole, sono in grado di perdere la coda per sfuggire ai predatori. Se un predatore afferra il sauro per la coda, questa si stacca facilmente. Questo è possibile grazie alla presenza di un piano di frattura tra le vertebre della coda. La coda nuova sarà tuttavia più sottile, più corta e potrebbe essere di un colore diverso rispetto a prima. 
I gechi invece hanno dei cuscinetti adesivi sotto i piedi, che consentono loro di arrampicarsi verticalmente, anche sul vetro e sui soffitti. E sempre i gechi sono gli unici sauri in grado di emettere vocalizzazioni: a differenza degli altri sauri, che tramite la rapida espulsione dell'aria emettono un sibilo, possono effettivamente emettere suoni, capacità, che in alcune specie, sembra avere un ruolo importante nella territorialità e per la socialità.
Tra gli esemplari in mostra spiccano ad esempio il basilisco verde, in grado di correre sull'acqua senza affondare, e i camaleonti, che sanno cambiare repentinamente il colore della pelle: ciò permette loro di mimetizzarsi meglio e quindi di trovare riparo tra gli alberi. Sono inoltre in grado di muovere i loro occhi l’uno indipendentemente dall’altro
Altre curiosità: le australiane lucertole dal collare hanno un ampio collare rotondo di pelle, che si apre quando vogliono intimidire potenziali aggressori. Il drago barbuto invece comunica con i conspecifici con movimenti ritualizzati ondeggiando la testa e le zampe. Affascinanti anche il varano coccodrillo, una specie prettamente arboricola, che utilizza la coda per migliorare la presa sugli alberi e come bilanciere nei salti tra un ramo e l'altro, e l’eloderma orrido o mostro di Gila, uno dei pochi sauri velenosi: le ghiandole salivari poste nella mascella inferiore producono un veleno utilizzato solitamente come arma di difesa. L’iguana comune verde invece è un grosso sauro dotato di lunga coda, spine sul dorso e artigli; dall’aspetto ricorda il tipico drago minaccioso dell’immaginario collettivo, in realtà però ha un’alimentazione prevalentemente vegetariana.
La mostra è curata da Ales Mlinar di Reptiles Nest (Slovenia). 

 

Dragons

28 marzo, ore 17 – 19

Mostra Dragons: partenza con ingresso gratuito

A partire dal 28 marzo al pianterreno del museo si possono vedere dal vivo draghi in miniatura, per scoprirne la biologia, l’anatomia, l’ecologia, il comportamento e la grande biodiversità. Se ne vedranno circa quaranta specie, ovvero lucertole, varani, iguane, camaleonti, basilischi, mostri di Gila e gechi, provenienti da tutto il mondo. 
La mostra, curata da Ales Mlinar, apre i battenti lunedì, 28 marzo dalle ore 17 alle ore 19 ad ingresso gratuito previa prenotazione sul sito del museo


occhio di drago

1 aprile, ore 14:30 – 16

Draghi in arrivo

Workshop per bambine e bambini dai cinque ai sette anni.
Nell’ambito della mostra temporanea „Dragons“


Aprono le danze due draghi fiammeggianti, così grandi che abbiamo dovuto metterli ciascuno in una storia! Il terzo drago, invece, lo immaginerete voi. Appena si poserà sul vostro foglio di carta, potrete costruire per lui mille leccornie colorate, una bella casa caverna e, alla fine, portarlo a casa con voi.
In lingua italiana e tedesca
6,50 euro
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
Tel: 0471 41 29 64

 

logo Kinosaurier

5 aprile, ore 18

100 anni di storia del cinema sui dinosauri

La conferenza offre una panoramica dei più importanti e divertenti film con dinosauri in 100 anni di storia del cinema.
Jan Fischer è un paleontologo e collaboratore scientifico al Museo preistorico GEOSKOP nella regione del Palatinato nel sud-ovest della Germania, con una passione per la cultura pop e la paleoarte.
Info: tel. 0471 412964
In lingua tedesca
Ingresso gratuito
È necessaria la prenotazione sul sito web del museo.

 

 

sauro

7 aprile, ore 18 – 20

Fammi una foto! – Sauri come fotomodelli

Serata di fotografia naturalistica dei sauri della mostra temporanea “Dragons” per fotografi e fotografe amatoriali

Squame, artigli, lunghe code, creste e colori sgargianti: i sauri della mostra “Dragons” mostrano il loro lato migliore. Chi partecipa a questo workshop ha la straordinaria possibiltà di fotografare i sauri della mostra da molto vicino.
Sotto l’attenta supervisione di Ales Mlinar (Reptiles Nest), il proprietario degli animali, sarà possibile realizzare scatti unici su sfondi naturali.
L’attrezzatura fotografica deve essere portata da chi partecipa.
20 euro
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
Info: tel: 0471 41 29 64, massimo.morpurgo@museonatura.it

 

logo della manifestazione “Philosophicum Autonomia: Colloqui filosofici sull’autonomia”

7 aprile, ore 19 - 20:30

Nuovi Rischi, Nuove Autonomie

Gestire la complessità caratterizza il mondo contemporaneo e richiede un approccio globale e integrato. Un processo che trasforma il concetto di autonomia.
Nella conferenza Simona Morini dell’Università IUAV di Venezia approfondisce il parallelismo tra le risposte ai nuovi rischi in campo scientifico e in campo geopolitico, riflettendo su come le autonomie intese in senso tradizionale (come enti individuali contrapposti) vadano ripensate come nodi intessuti in una rete di condivisione.
La pandemia da covid-19 è un esempio di come la gestione dell’emergenza operata frammentariamente da singoli stati o regioni non sia stata efficace e di quanto invece la condivisione e l’analisi transnazionale dei dati abbiano permesso di avvicinarsi a una possibile soluzione. Questo principio, già riconosciuto come fondamentale dalla comunità scientifica, va rivelandosi come una nuova frontiera di riflessione nei contesti sociali e negli equilibri politici.
Moderazione: Nicolò Cristante dell’Università Ca’ Foscari di Venezia
Conferenza organizzata nell’ambito della manifestazione “Philosophicum Autonomia: Colloqui filosofici sull’autonomia”, organizzato dal Center for Autonomy Experience dell’EURAC che si svolge dal 5 al 9 aprile 2022.
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione sul sito del museo.

 

 

Fabiano Nart

8 aprile, ore 15 - 16:30

Workshop „Magie chimiche“

La chimica è una materia bellissima, avete dei dubbi? Allora dovete assistere a questo spettacolo unico nel suo genere e che vi farà riscoprire una chimica divertente, piena di esperimenti che vi lasceranno a bocca aperta! Divertimento e stupore garantiti …e anche qualche brivido.
Fabiano Nart, laureato in chimica, fisica ed astrofisica, lavora in una multinazionale chimica svedese. È attivo nella divulgazione della chimica in tutte le sue forme (www.fabianonart.it).
Il workshop si tiene in lingua italiana
Per bambine e bambini dagli 8 ai 14 anni
Informazioni: tel. 0471 41 29 64
6,50 euro
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo

flaconcini usati nei laboratori di chimica

8 aprile, ore 18

Non c’è (chi)mica da ridere. Freddure, molecole, teoria

La chimica è vista spesso come una disciplina ostica ed incomprensibile. Fabiano Nart in questa conferenza vi accompagnerà dentro un’insalata di concetti di chimica, partendo da battute e freddure che solitamente fanno ridere i più nerd tra i chimici.
Fabiano Nart, laureato in chimica ed in fisica ed astrofisica. Divulgatore scientifico per passione, lavora come dirigente aziendale.
In lingua italiana
Info: tel. 0471 412964
Riconosciuto come corso di aggiornamento nel Piano Provinciale di Aggiornamento per il personale insegnante delle scuole in lingua italiana.
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.

 

uova di Pasqua

9 – 17 aprile, ore 10 - 18

Cerca le uova di Pasqua nel museo

Riuscirete a trovare le uova che il coniglietto di Pasqua ha nascosto nel Museo? Su ognuna di esse troverete un indizio per comporre la parola finale e partecipare all’estrazione di numerosi premi.
Il costo della partecipazione coincide con quello dell’ingresso al museo.


Bolzano

9 aprile, ore 14:30 - 16:30

Passeggiata sul bordo di un antico vulcano – la caldera di Bolzano

Percorrere la passeggiata di S. Osvaldo è come risalire il fianco di un’antica caldera. Scopriamo i segni lasciati dall’intensa attività vulcanica, che ha interessato la conca di Bolzano 280 milioni di anni fa.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.  
Info: tel. 0471 41 29 64
In lingua italiana e tedesca
Luogo d’incontro: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
Percorso con barriere architettoniche (gradini)
Il prezzo per la partecipazione corrisponde a quello del biglietto d’ingresso al museo

 

 

Dolomiti
12 aprile, ore 18

Dolomiti, la prima scoperta

Con il libro “Dolomiti, La prima scoperta” (2020), l’autore intende illustrare, col supporto di immagini e di schemi a colori, l’opera degli studiosi di “geognosia e orittognosia” che nel corso del XVIII e XIX secolo visitarono per ragioni scientifiche il territorio dolomitico. Il volume dà una risposta a chi, camminando tra le Dolomiti, si interroga su quale sia stato il primo studioso che comprese la vera natura e varietà delle rocce dolomitiche. La seconda parte del volume racchiude informazioni sulla vita e le attività di più di 160 studiose e studiosi a livello mondiale, che hanno contribuito allo sviluppo delle ricerche sulle Dolomiti.
Maurizio Alfieri, originario di Agordo, si è laureato in Geologia all’Università di Ferrara. In qualità di presidente del GAMP (Gruppo Agordino Mineralogico e Paleontologico) per otto anni, si è dedicato a lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado. È autore e coautore di varie pubblicazioni, tra cui “Dolomiti di Cristallo” (2008), “Il Vajont a Soverzene” (2013) ed altri.
Info: tel. 0471 412964
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.

 

pipistrello

13 aprile, ore 18

Pipistrelli in città - i nostri coinquilini notturni

Nella conferenza si parlerà di pipistrelli urbani e del perché alcune specie abbiano più successo di altre in città. Si esaminerà anche il rapporto tra le persone, gli animali e la natura in città e perché capire questo è importante per creare una coesistenza pacifica tra loro.
Tempo permettendo, dopo la conferenza faremo una passeggiata per Bolzano con i bat detector. Se sei interessato a questo tour di esplorazione notturna dei pipistrelli, puoi scaricare in anticipo la seguente applicazione sul tuo smartphone/iPhone:

  • iOS: https://apps.apple.com/us/app/echo-meter/id693958125
  • Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=emtouch.wildlifeacoustics.com.echometer

Tanja Straka dal 2019 è assistente di ricerca all’università Technische Universität di Berlino e studia i pipistrelli in città e le relazioni tra le persone, gli animali e la natura negli spazi urbani.
Ingresso gratuito
Un evento della Piattaforma Biodiversità dell’Alto Adige.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.

 

uova di Pasqua

14 aprile, ore 14:30 – 16

Giochiamo con le uova

Giochiamo insieme per scoprire tante curiosità sulle uova. Poi spazio alla fantasia nella parte creativa del laboratorio dove potrai realizzare un simpatico lavoretto da portare a casa.
Il workshop si rivolge a bambine e bambini dai cinque ai sette anni
In lingua italiana e tedesca
6,50 euro
È necessaria la prenotazione sul sito del museo

 

luci nella notte al Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige

22 aprile, ore 20 - 21

Luci nella notte - Geheimnisse der Nacht

Una speciale guida in orario serale vi permette di scoprire cosa accade al museo di notte, quando le porte si chiudono e le luci si spengono, non solo i segreti degli animali notturni presenti nelle sale, ma anche cos’altro brilla nelle tenebre.Per famiglie e persone interessate
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
In lingua italiana
Info: tel. 0471 412964
Il costo della partecipazione coincide con quello dell’ingresso al museo.

 

Flora ferroviaria della linea del Brennero

22 aprile, ore 18

Flora ferroviaria della linea del Brennero

Le linee ferroviarie, e soprattutto gli scali, costituiscono un habitat singolare e per questo ospitano specie inaspettate.
Recentemente il Museo Civico di Rovereto in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali di Bolzano e l’Università di Innsbruck, ha avuto l’opportunità di effettuare dettagliate ricerche grazie a un bando Euregio.
In questa conferenza vengono illustrate le specie più particolari rinvenute, sia in Trentino Alto-Adige che in provincia di Verona. Alcune di queste specie scompariranno perché i principali scali ferroviari verranno dismessi lasciando spazio all’espansione urbana.
Con Alessio Bertolli e Giulia Tomasi della sezione botanica della Fondazione Museo Civico di Rovereto, dove si occupano soprattutto di flora delle province di Trento e di Verona.
In lingua italiana
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
Info: tel. 0471 412964

 

Non siamo tutti sulla stessa barca

23 aprile, ore 18 – 19

Non siamo tutti sulla stessa barca

Il mare come metafora, ma anche come luogo in cui si concentrano maggiormente le contraddizioni del sistema globale del ventunesimo secolo: in un saggio che si muove dalla questione del cambiamento climatico fino ad approdare alle grandi emergenze umanitarie, Giorgio Brizio delinea uno spaccato estremamente vivido e lucido dello scenario attuale filtrato dalle sue esperienze personali nella sua opera prima “Non siamo tutti sulla stessa barca – le sfide del nostro tempo agli occhi di un ragazzo”, edito da Slow Food Editore.
L’autore Giorgio Brizio, 19 anni, è attivista per i diritti nell’epoca dei rovesci. Ha vissuto a Berlino e a Torino, dove frequenta un corso di laurea in Scienze internazionali dello sviluppo e della cooperazione. Da due anni si occupa principalmente di crisi climatica e migrazioni portando avanti battaglie politiche e opere di sensibilizzazione. I suoi articoli sono stati pubblicati da Domani, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della Sera, alcune altre testate e blog online.
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo

uccelli rapaci Foto Valter Pallaoro


26 aprile, ore 18

Rapaci: affascinanti e letali

Gli straordinari scatti del naturalista Valter Pallaoro ci permetteranno di scoprire vita, ambienti e prede dei rapaci diurni nidificanti in Alto Adige.
Valter Pallaoro è un apprezzato fotografo naturalista: le sue immagini si trovano su libri, riviste e calendari in Italia e all’estero.
Info: tel. 0471 412964  
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.

 

Science Show

28 aprile, ore 16 e 17

Science show: aria, acqua, terra e fuoco

I “quattro elementi” nell’antichità erano associati a divinità, spiriti in grado di mettere ordini nel caos del mondo. Oggi sappiamo che sono indispensabili per la nascita e la prosperità della vita sul nostro pianeta, ma hanno proprietà e “peculiarità” che spesso sfuggono all’occhio umano.
Nello spettacolo Science Show “Acqua, Aria, Fuoco e Terra!” si trasformeranno in quattro supereroi e attraverso una serie di esperimenti si sfideranno per scegliere chi è più forte. Scoprilo con noi!
L'evento è organizzato nell’ambito di suBZero con la compagnia „Le Nuvole“ di Napoli
Per famiglie con bambini e bambine (adatto dai sei anni in su), durata: 45 minuti
Prenota qui per lo spettacolo delle ore 16 oppure per quello delle ore 17
In lingua italiana
Ingresso libero

 

Schizzi di natura

29 aprile, ore 18 – 20

Gruppo di disegno „Schizzi di natura – Natur zeichnen“

Una volta al mese il gruppo si ritrova per disegnare elementi della natura: conchiglie, piante, insetti, uccelli e molto altro. Un’occasione di scambio di esperienze e conoscenze, un momento da dedicare al proprio passatempo preferito.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 412964
In lingua tedesca e italiana
La partecipazione è gratuita

 

ragnatela con ragno

29 aprile, ore 16 – 18

Workshop „Brividi al museo!“

Pronti a sfidare le vostre paure? O forse ragni, scorpioni e pipistrelli sono i vostri animali preferiti? Al Museo di Scienze Naturali vi aspetta un pomeriggio speciale: storie e curiosità dal mondo degli animali vi faranno accapponare la pelle! Un’avventura per bambine e bambini coraggiose/i dagli 8 ai 12 anni
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Tel: 0471 41 29 64
6,50 €

 

City Nature Challenge 2022

29 aprile – 2 maggio

City Nature Challenge 2022: quali animali e piante vivono in Alto Adige?

Si tratterà di scoprire proprio questo nell’ambito dell’iniziativa „City Nature Challenge”, che verrà organizzata anche quest’anno dal Museo di Scienze Naturali in collaborazione con  Eurac Research e l’Ufficio provinciale Natura. „City Nature Challenge“(CNC) è una competizione internazionale durante la quale tutte le cittadine e i cittadini sono invitati a fotografare e documentare, entro pochi giorni, il maggior numero possibile di specie di animali e piante che vivono nella propria città. Si tratta di un esempio di “scienza cittadina” (Citizen Science), disputatasi per la prima volta nel 2016 tra le città di Los Angeles e San Francisco.
Quest’anno parteciperanno a “City Nature Challenge 2022” più di 400 località. Chi desidera partecipare al progetto in questi giorni non dovrà far altro che cercare piante, animali e funghi selvatici, fotografarli con uno smartphone o un tablet tramite la app gratuita iNaturalist. Grazie all’intelligenza artificiale sarà possibile determinare la specie osservata ed inviare il risultato alla piattaforma iNaturalist. I rilevamenti fatti in Alto Adige saranno esaminati, elaborati ed infine presentati da esperti dell’ Eurac Research, del Museo di Scienze Naturali e dell’Ufficio Natura. I risultati per L’Alto Adige sono consultabili sulla piattaforma iNaturalist

Bolzano

30 aprile, ore 14:30 - 16:30

Passeggiata sul bordo di un antico vulcano – la caldera di Bolzano

Percorrere la passeggiata di S. Osvaldo è come risalire il fianco di un’antica caldera. Scopriamo i segni lasciati dall’intensa attività vulcanica, che ha interessato la conca di Bolzano 280 milioni di anni fa.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
Info: tel. 0471 41 29 64
In lingua italiana e tedesca
Luogo d’incontro: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
Percorso con barriere architettoniche (gradini)
Il prezzo per la partecipazione corrisponde a quello del biglietto d’ingresso al museo

 

un gipeto

3 maggio, ore 18

Munizioni di piombo: la grave minaccia per aquila reale, gipeto e altri avvoltoi alpini

Enrico Bassi presenterà evidenze scientifiche ed esperienze pratiche per la definitiva soluzione del problema dell’utilizzo delle munizioni di piombo nella caccia.
Il naturalista, ornitologo e consulente scientifico del Parco Nazionale dello Stelvio è impegnato nella ricerca e conservazione in ambito faunistico, con particolare riguardo all’individuazione e alla mitigazione dei conflitti Uomo/Natura/Avifauna.
Info: tel. 0471 412964  
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.

 

pianta carnivora Venus flytrap

5 maggio, ore 17:30 - 19

La natura al microscopio: peli multiuso

A cosa servono i peli delle piante? In questo workshop ne osserviamo l’aspetto bizzarro al microscopio e vedremo che essi possono proteggere dal sole, dal freddo, possono pungere o sentire. Piante che conosciamo bene, come l’ulivo, l’ortica, l’oleandro o il verbasco, sotto la lente avranno tutto un altro aspetto!
Per persone adulte, ragazze e ragazzi di almeno undici anni
In lingua italiana
Info: tel. 0471 412964 
7 euro
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.

 

scena del crimine

6 maggio, ore 20

Delitto al museo #1

Un mistero aleggia nelle sale del Museo e sarete voi a scoprire chi è l’assassino. Serviranno tutte le vostre capacità investigative per risolvere questo primo caso al museo. Una serata di indagini in cui dovrete interrogare diversi personaggi e cercare indizi nascosti. Riuscirete a capire chi sta mentendo e chi dice la verità?
Per persone adulte
Info: tel. 0471 412964
7 euro
È necessaria la prenotazione sul sito del museo.

 

Teatro di burattini


8 maggio, ore 17
10 maggio, ore 17
11 maggio, ore 15

Theatro di burattini „Die Blattwinzlinge”

In primavera queste piccole creature nascono insieme alle foglie. Sconosciute dagli umani, vivono sulle loro foglie, si godono il vento di primavera, si fanno la doccia sotto la pioggia estiva e aspettano tutto l'anno il loro grande volo: quando i venti autunnali li fanno danzare selvaggiamente nell'aria insieme alle loro foglie... finché non tornano a terra. Questa è l'avventura della loro vita.
Ma si dice che l'anno scorso un esemplare non ha volato, ha visto cose come 'inverno' e 'neve' e aveva la pelle come la corteccia degli alberi e il muschio sulla faccia. Incuriosita da questo racconto, una minuscola “Blattwinzling” si mette in viaggio per incontrare questo strano vecchio, imparare di più sul suo mondo e forse vedere lei stessa la "neve" un giorno. Getterà uno sguardo ben oltre la sua vita e le sue abitudini, intraprenderà un viaggio nell'ignoto e sarà ricompensata da molte nuove impressioni ed esperienze.
Con burattini e musica dal vivo.
Con Christoph Buchfink
In lingua tedesca
Per bambine e bambini dai cinque ai sette anni e un genitore
Info: tel. 0471 412964
Il costo della partecipazione corrisponde a quello dell'ingresso al museo.
È necessaria la prenotazione online sul sito web del museo.

 

biodiversità del suolo

11 maggio, ore 18

L’importanza nascosta della biodiversità del suolo nella salute delle piante e degli animali: rendere visibile l’invisibile

La biodiversità del suolo, in particolare quella dei microorganismi, ha un ruolo di primaria importanza nella salute delle piante, degli animali e dell’uomo. Negli ultimi anni, diverse tecniche basate sull’utilizzo del DNA ambientale sono state proposte per studiare le diverse specie che vivono nei suoli, inclusi batteri, funghi e metazoi. Questo approccio basato sul DNA ambientale può ragionevolmente districare alcuni possibili interazioni che avvengono fra questa diversità del sottosuolo e quella di piante e animali.
Luigimaria Borruso è ricercatore presso la Libera Università di Bolzano dove si occupa di studiare la biodiversità dei suoli naturali e agricoli con tecniche basate sul DNA ambientale. 
Una manifestazione della Piattaforma Biodiversità dell’Alto Adige.
In lingua italiana
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: Tel. 0471 412964

alberi a Bolzano Foto Giardineria comunale di Bolzano

12 maggio, ore 18.15

Alberi in città

Nell’ambito della rassegna Science Ahoj

Quanti alberi ci sono a Bolzano? Come si curano? E come percepiscono i Bolzanini gli alberi con cui convivono in città?
A Bolzano crescono circa 12.000 alberi. Soprattutto quelli grandi fanno ombra e rilasciano molta umidità, l’ideale in giornate calde. Tuttavia, hanno bisogno di molto spazio anche in zone urbane, dove vivono, lavorano e si muovono tante persone. La coesistenza di persone e alberi è quindi una costante ricerca di compromessi.
“Alberi in città” sarà il tema del primo incontro della nuova rassegna Science Ahoj organizzata dal Museo di Scienze Naturali, che si terrà al locale “Ahoi”, presso il Minigolf sui prati del Talvera (in caso di pioggia invece al Museo di Scienze Naturali Alto Adige, via Bottai, 1).
Ulrike Buratti, responsabile del Servizio Giardineria Comunale di Bolzano, parlerà dell’arte della „diplomazia degli alberi“, che lei e il suo team devono padroneggiare ogni giorno, delle lamentele per le chiome degli alberi che riducono la luce e la vista, delle fioriture, del polline e delle foglie che si attaccano ai parabrezza delle macchine e delle radici dei grandi alberi che si fanno spazio lungo i marciapiedi. Spiegherà anche come viene effettuata la cura degli alberi, come vengono pianificati i nuovi impianti e delle difficoltà che a volte sorgono. Il pubblico invitato ad unirsi alla conversazione. Modererà l’incontro Johanna Platzgummer del Museo di Scienze Naturali.
L’evento si svolgerà in lingua tedesca con traduzione ad hoc in italiano.
La partecipazione è gratuita.
È gradita la prenotazione online sul sito del museo.
Informazioni: tel. 0471 412974

 

Fabiano Nart

13 maggio, ore 15 – 16:30

Workshop di chimica in lingua tedesca

La chimica è una materia bellissima, avete dei dubbi? Allora dovete assistere a questo spettacolo unico nel suo genere e che vi farà riscoprire una chimica divertente, piena di esperimenti che vi lasceranno a bocca aperta! Divertimento e stupore garantiti …e anche qualche brivido.
Fabiano Nart, laureato in chimica, fisica ed astrofisica, lavora in una multinazionale chimica svedese. È attivo nella divulgazione della chimica in tutte le sue forme (www.fabianonart.it).
Il workshop si tiene in lingua tedesca
Per bambine e bambini dagli 8 ai 14 anni
6,50 euro
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Informazioni: tel. 0471 41 29 64

 

Maria Sklodowska Curie
13 maggio, ore 18

I was born in Warsaw

Una biografia scientifica di Maria Sklodowska Curie


Prima donna premio Nobel, prima scienziata doppio premio Nobel, una donna di scienza fantastica.
Fabiano Nart vi accompagnerà alla scoperta della vita straordinaria di Maria Sklodowska Curie.
Fabiano Nart è laureato in chimica, fisica ed astrofisica e divulgatore scientifico per passione. Lavora come dirigente aziendale. 
In lingua italiana
Riconosciuto come corso di aggiornamento nel Piano Provinciale Aggiornamento per il personale insegnante delle scuole in lingua italiana.
Ingresso libero
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 412964

 

Bolzano

14 maggio, ore 14:30 - 16:30

Passeggiata sul bordo di un antico vulcano – la caldera di Bolzano

Percorrere la passeggiata di S. Osvaldo è come risalire il fianco di un’antica caldera. Scopriamo i segni lasciati dall’intensa attività vulcanica, che ha interessato la conca di Bolzano 280 milioni di anni fa.
In lingua italiana e tedesca
Luogo d’incontro: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
Percorso con barriere architettoniche (gradini)
Il prezzo della partecipazione corrisponde a quello del biglietto d’ingresso al museo
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 41 29 64

 

Giornata Internazionale dei Musei 2022

15 maggio, ore 10 - 18

Giornata Internazionale dei Musei

Una domenica diversa? Vieni al museo! Potrai provare la nostra nuova audioguida della mostra permanente in tedesco o italiano.Ci saranno anche visite guidate e attività creative per bambine e bambini e visite guidate per persone adulte.
Se vuoi vedere la mostra temporanea „Dragons“, dovrai pagare un piccolo extra, ma altrimenti, visita e attività sono tutte gratuite.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
Info: tel. 0471 412964

ape selvatica

17 maggio, ore 18

Api selvatiche, api da miele e company: fauna impollinatrice in difficoltà

Chi può pungere e chi sta solo fingendo? Cosa sono le api selvatiche e dove vivono? Che effetto hanno realmente misure come piantare strisce di fiori e piantare piante vascolari native e cosa possiamo fare nei nostri giardini per proteggere gli insetti?
La conferenza offre una panoramica dei visitatori di fiori nativi, l'oratore riferisce dalla sua attuale ricerca sulle misure di successi nella protezione della natura e degli insetti.
E alla fine emerge la domanda: "Stiamo proteggendo le api sbagliate?
Timo Kopf è un biologo libero professionista e docente esterno all'Università di Innsbruck sulla biodiversità e la zoologia da campo. Per molti decenni si è occupato di ricerche faunistiche sul campo su cavallette, coleotteri terrestri, api selvatiche e altri insetti pungenti, principalmente in Tirolo del Nord, Vorarlberg e anche in Alto Adige.
In lingua tedesca 
Ingresso gratuito
È necessaria la prenotazione online sul sito web del museo.
Info: tel: 0471 41 29 64

 

sauro

19 maggio, ore 18 – 20

Fammi una foto! – Sauri come fotomodelli

Serata di fotografia naturalistica dei sauri della mostra temporanea “Dragons” per fotografi e fotografe amatoriali

Squame, artigli, lunghe code, creste e colori sgargianti: i sauri della mostra “Dragons” mostrano il loro lato migliore. Chi partecipa a questo workshop ha la straordinaria possibilità di fotografare i sauri della mostra da molto vicino. Sotto l’attenta supervisione di Ales Mlinar (Reptiles Nest), il proprietario degli animali, sarà possibile realizzare scatti unici su sfondi naturali.
L’attrezzatura fotografica deve essere portata da chi partecipa.
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
20 euro
Info: tel: 0471 41 29 64, massimo.morpurgo@museonatura.it

 

Wald, Wild, Weide20 maggio, ore 18

Il bosco, la fauna selvatica ed il pascolo – l’influenza dell'attività umana e della fauna selvatica sul paesaggio

La conferenza delinea il declino e il recupero delle foreste e della fauna selvatica in Alto Adige e nelle Alpi nel corso dei secoli. Le domande poste sono: Come e quando è avvenuta la distruzione della foresta e quale influenza ha avuto questo sviluppo sulla fauna selvatica?
Con Hanspeter Staffler, forestale, ecologo forestale e attualmente consigliere provinciale.
Info: tel. 0471 412964
Ingresso gratuito
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
La conferenza si svolge nell'ambito degli incontri del Gruppo di lavoro Flora dell'Alto Adige.

 

luci nella notte al Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige

20 maggio, ore 20 – 21

Luci nella notte

Una speciale guida in orario serale vi permetterà di scoprire cosa accade al museo di notte, quando le porte si chiudono e le luci si spengono. Non solo i segreti degli animali notturni presenti nelle sale, ma anche cos’altro brilla nelle tenebre. 
Per famiglie ed interessati (adatto per bambine e bambini dai sei anni)
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Tel. 0471 412964
In lingua italiana
I costi della partecipazione corrispondono al costo del biglietto d’ingresso al museo.

 

indagine al museo #2

27 maggio, ore 20

Indagine al museo #2

Un nuovo caso da risolvere per le investigatrici e gli investigatori del Museo di Scienze. Riuscirete a trovare tutti gli indizi per svelare il mistero?
Un’indagine notturna nelle sale del museo tra interrogatori, strani insetti, piante tossiche e artigli affilati!
Per persone adulte 
In lingua tedesca e italiana
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo.
7,00 euro
Info: Tel. 0471 412964

 

Bolzano

28 maggio, ore 14:30 - 16:30

Passeggiata sul bordo di un antico vulcano – la caldera di Bolzano

Percorrere la passeggiata di S. Osvaldo è come risalire il fianco di un’antica caldera. Scopriamo i segni lasciati dall’intensa attività vulcanica, che ha interessato la conca di Bolzano 280 milioni di anni fa.
In lingua italiana e tedesca
Luogo d’incontro: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
Percorso con barriere architettoniche (gradini)
Il prezzo della partecipazione corrisponde a quello del biglietto d’ingresso al museo
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 41 29 64

 

11 giugno, ore 14:30 - 16:30

Passeggiata sul bordo di un antico vulcano – la caldera di Bolzano

Percorrere la passeggiata di S. Osvaldo è come risalire il fianco di un’antica caldera. Scopriamo i segni lasciati dall’intensa attività vulcanica, che ha interessato la conca di Bolzano 280 milioni di anni fa.
In lingua italiana e tedesca
Luogo d’incontro: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
Percorso con barriere architettoniche (gradini)
Il prezzo della partecipazione corrisponde a quello del biglietto d’ingresso al museo
È necessaria la prenotazione online sul sito del museo
Info: tel. 0471 41 29 64

Il Museo degli usi e costumi di Teodone illustra la vita della società rurale in epoca preindustriale, dal nobile al contadino fino al bracciante. Al centro si trova la residenza barocca Maggior am Hof (costruita alla fine del XVII secolo) con le sale padronali e le collezioni etnografiche. Nell’area all’aperto di oltre tre ettari, i masi contadini originali, le officine degli artigiani, gli orti agricoli e gli animali domestici raccontano la vita quotidiana di una volta.

www.museo-etnografico.it

 

Museo provinciale degli usi e costumi, Foto Hermann Maria Gasser

Sopra la località di Mareta si erge il castello di Wolfsthurn, che dal 1996 ospita il museo della caccia e della pesca. L’area espositiva si sviluppa su tre piani. Oltre ad affrontare il tema della caccia e della pesca da un punto di vista storico-culturale, il percorso espositivo si dipana attraverso le sfarzose sale del castello, conservate allo stato originario, illustrando particolari della vita della nobiltà nei secoli XVIII e XIX. Le attività di didattica museale si svolgono nelle cantine del castello. Un sentiero tematico dedicato al bosco e all’acqua si snoda per circa 1 km dal paese al castello.

www.wolfsthurn.it

Castel Wolfsthurn. Foto Stefano Scatá

Il Museo provinciale del vino si trova nel centro di Caldaro, in quello che fu l’edificio amministrativo della signoria Caldaro-Laimburg. Il museo offre uno sguardo sulla storia della viticoltura in Alto Adige: dagli attrezzi storici che accompagnavano l’annata lavorativa del viticoltore, fino alle rappresentazioni religiose che illustrano il rapporto tra vino e religione. Nel piccolo vigneto del museo si coltivano oltre 30 vitigni diversi le cui uve si possono assaggiare in autunno.

www.museo-del-vino.it

 

dettaglio su brocca. Foto Ludwig Thalheimer, Lupe

Con la sua imponente struttura e il labirinto di stanze, corridoi e scale, il Forte di Fortezza è considerato una delle più interessanti fortificazioni dell’area alpina e un capolavoro dell’architettura bellica austriaca. Edificato tra il 1833 e il 1838, ha vissuto alterne vicende, finché nel 2008 non è stato aperto al pubblico. Da allora ospita mostre d’arte e di architettura di portata regionale e internazionale e diverse manifestazioni. La mostra permanente "Cattedrale nel deserto" offre sguardi nella realizzazione del Forte e negli effetti che questa ha avuto sulla zona circostante.
Al suo areale appartiene anche il Bunker n. 3, che si nasconde sotto un fitto strato di vegetazione in un tratto di bosco sul suo perimetro orientale e si può visitare su prenotazione.


www.fortezza.info

 

Katharina Theresa Mayr nel studio temporaneo | © Forte di Fortezza

5 marzo – 6 giugno 2022

Mostra fortezzaDONNA: il tema del coraggio nelle opere di 30 artiste

Provengono dai tre paesi della regione europea Tirolo, Alto Adige e Trentino e da campi molto diversi delle arti visive (pittura, scultura, fotografia, video arte) e figurative (danza, canto, composizione) e della letteratura: Le 30 artiste che avevano partecipato al concorso per la prima edizione del progetto fortezzaDONNA lo scorso autunno e che erano state selezionate da una giuria, nei mesi di gennaio e febbraio hanno lavorato in studi temporanei al Forte, creando opere sul tema del coraggio.
Il Forte, in quest’occasione, non serviva solo come spazio di lavoro, ma anche come fonte d'ispirazione. Attraverso il loro lavoro artistico, le artiste hanno rotto la corazza di mascolinità inscritta del Forte, si sono impossessate delle stanze e hanno creato posizioni artistiche che affrontano sfaccettature molto diverse del coraggio. 
Ciò che hanno realizzato, è esposto nella mostra fortezzaDONNA. 
Il progetto e la mostra sono il contributo del Forte alla Giornata internazionale della donna ed espressione della volontà di dare visibilità alle artiste e di metterle al centro della scena.

Le artiste partecipanti sono:

Ursula Beiler, Katrin Böge, Daniela Chinellato, co. op STOFF (Irmgard Hofer-Wolf e Monika Köck), Carmen Eisath, Karolina Gacke, Marianna Gostner, Nora Gutwenger, Kata Hinterlechner, Erika Inger, Brigitte Knapp, Vanja Krajnc, Clara Mayr e Morin Pichler, Katharina Theresa Mayr, Milena Meller, Lene Morgenstern, Elisa Nave, Anne Marie Pircher, Barbara Plagg, Paula Regina Prugger, Christiane Raich, Sylvie Riant, Karin Schmuck, Miriam Taschler, Barbara Tisocco, Laura Volgger, Erika Wimmer Mazohl e Anna Maria Mackowitz.


Perspectives * ART spaces

9 aprile, ore 11

Presentazione della mostra itinerante Perspectives * ART spaces

9 aprile – 29 maggio

Mostra itinerante Perspectives * ART spaces fa tappa al Forte di Fortezza


Ad aprile e maggio nei cortili interni del Forte saranno posizionati cinque container. Al loro interno in diversi modi si potranno vivere sulla propria pelle cambiamenti di prospettiva di spazio e tempo.
Chi accetterà la sfida e ci entrerà, si immergerà in avventure sensoriali piene di percezioni e scoperte insolite; le installazioni combinano viaggi e pause oniriche e offrono un'esperienza contro la cecità della vita quotidiana. 
Come il forte, che inizialmente si presenta come ermetico e impenetrabile e solo durante l'esplorazione individuale rivela il suo ricco tesoro di storie, anche i contenitori d'arte sono spazi che vivono fortemente dell'interazione con chi ci entra e tengono pronto il loro potenziale mentale e sensoriale. Permettono quindi ad esempio di viaggiare nel tempo, ascoltare le balene dal fondo di un oceano, pedalare sospesi nell'aria e vedere il mondo dall'alto, sognare le stelle sdraiati sotto le radici di un albero o addirittura mettersi nei panni di una mosca.
La curatrice Sabine Gamper ha accompagnato il progetto nel suo sviluppo, mentre le artiste Kerstin Kahl e Christina Khuen nonché l'artista Torsten Schilling lo hanno concepito e realizzato

 

 

Vincenzo Marsiglia, Senses and Spaces

29 aprile – 22 maggio 2022, giovedì, venerdì e sabato, ore 20 - 23

Bressanone Water Light Festival

Nell’ambito della quarta edizione, il Bressanone Water Light Festival presenta installazioni di luci di 30 artiste ed artisti locali e internazionali a Bressanone, nel Forte di Fortezza, Racines e a Castel Sant’Angelo di Novacella.

Vincenzo Marsiglia, Senses and Spaces

Una mostra nell'ambito del Bressanone Water Light Festival. In collaborazione con la Boesso Art Galler


Vincenzo Marsiglia, noto sia in Italia che all’estero principalmente nel campo dell'arte digitale e interattiva, è ospite al Water Light Festival di Bressanone 2022 con la mostra Senses and Spaces in programma nel Forte di Fortezza.
La mostra comprende opere attuali dell'artista, alcune site-specific, in un dialogo con gli spazi del forte. Filo conduttore di tutte le opere in mostra sono gli elementi caratteristici dell'opera dell'artista, come la stella a quattro punte, la cui geometria e forma sono diventate il segno distintivo di Marsiglia, così come l'interazione con il pubblico. I giochi luminosi delle installazioni rimuovono il confine tra interno ed esterno, rendendo il tour espositivo un'esperienza unica di percezione.


Kari Kola, Images, 2022

Il Forte di Fortezza si trova direttamente sull’Isarco. È proprio qui che l'artista presenta l’installazione “Images”. Gli serve come grande ispirazione e come collegamento al progetto “Sounds of the River”, visibile a Bressanone.
L'installazione si basa su colori che cambiano molto lentamente e che trasformano l'intera area. Saranno utilizzati diversi strati del Forte, creando un contrasto con l'aspetto e la percezione della fortezza durante il giorno.
Un sito, che ha scatenato l'ispirazione dell'artista con la sua storia di fortezza militare mai utilizzata per tale fine e che ha cambiato la sua funzione per diventare sede per le arti e le mostre. Così l'obiettivo dell'artista è quello di creare immagini astratte, come se fossero dipinti, per riflettere la variegata storia del sito.

Maggiori informazioni sul sito di Water Light Festival

15 maggio 2022

Giornata internazionale dei musei

In tutto il mondo, la Giornata Internazionale dei Musei viene celebrata a maggio, quella di quest'anno è la 45esima edizione. Al Forte di Fortezza ci saranno eventi speciali durante tutta la giornata.

 

4 giugno – 4 settembre 2022

Spuren_Tracce

L'artista Petra Polli e l'artista Werner Gasser sono stati invitati a trattare il tema delle tracce che si trovano nel Forte di Fortezza: tracce di soldati che erano di stanza qui, tracce create dal corso della storia e tracce della trasformazione della fortezza. In questo contesto, Polli e Gasser interpretano artisticamente il tema a modo loro.

 

18 settembre 2022

Famiglie al museo

Due giorni prima della Giornata Mondiale del Bambino, le bambine ed i bambini sono al centro dell'attenzione anche nel Forte di Fortezza. In occasione dell’annuale Domenica per le famiglie al museo, invitiamo tutte le bambine ed i bambini e le loro famiglie a trascorrere una giornata emozionante con un ricco programma nella nostra fortezza.

 

1° ottobre – 30 novembre 2022

Gemeinsam – insieme – deberieda

La mostra si svolge in collaborazione con l'associazione Unika all’insegna del motto "together - insieme - deberieda". Le opere delle artiste e degli artisti partecipanti occupano parte del Forte Basso ed entrano in un emozionante dialogo con le sue stanze.


FIGLIO, Julia Bornefeld, Courtesy Galleria Antonella Cattani Contemporary Art, Bozen/Bolzano

Mostra online

LOCKOUT

Durante il secondo lockdown, che ha costretto nuovamente i musei a chiudere, la mostra LOCKOUT è andata online. Le opere dei quasi 50 artiste ed artisti, che mostrano la loro personalissima prospettiva sul lockdown, possono essere vissute virtualmente.
Completano il quadro le interviste del curatore Heinrich Schwazer pubblicate nella Galleria Corona del quotidiano “Die Neue Südtiroler Tageszeitung”.
Vai alla mostra


Mostra permanente Cattedrale nel deserto

dal 2012

La Cattedrale nel deserto

Prima di addentrarsi nella struttura labirintica, c’è la possibilità di informarsi sulla storia della Cattedrale nel deserto, dalla sua realizzazione fino ad oggi, raccontata in sette casematte attraverso racconti e aneddoti, in particolare sulla realizzazione di questa gigantesca struttura e degli effetti che questa ha avuto sulla zona circostante. Tramite diverse postazioni interattive sarà possibile scegliere oltre alla storia del Forte, anche la storia del traffico nel territorio e dell’oro che una volta era custodito in questa fortezza. Dopo il percorso attraverso la storia, nell’ultima sala della mostra, i visitatori arriveranno ai giorni nostri, dove il ruolo e la funzione attuale del Forte verranno illustrati in una presentazione multimediale. La mostra è pensata per grandi e piccini poiché racconta l’affascinante storia del Forte e fornisce le informazioni di contorno in modo interattivo e diversificato.
Vai alle immagini

 

Die göttliche Belastung, Peter Fellin, ricostruzione. Legno laccato, 400 x 400 x 100 cm, anno 1991/2009

Installazioni d’arte

Nell’intera area del Forte si trovano distribuite le installazioni artistiche di Julia Bornefeld, Peter Fellin, Manfred Alois Mayr, Roberto Bosisio e Lois & Franziska Weinberger che oggi fanno parte del concetto espositivo del Forte. Le opere sono state acquisite alla conclusione della mostra interregionale 2009 Labirinto::Libertà.

Ulteriori informazioni

 

BBT-Infopoint

dal 2015

BBT-Infopoint

Il BBT Infopoint è già stato aperto nel paese di Fortezza nel novembre 2007. Con il trasferimento al forte di Fortezza, la mostra esistente è stata ampliata e inaugurata alla fine dell'autunno 2015 come nuova mostra permanente sulla costruzione della galleria di base del Brennero.

Su quasi 200 m² di spazio espositivo, nelle suggestive sale storiche della fortezza, la presentazione del progetto BBT si svolge nella sua affascinante versatilità tecnica. I punti salienti sono le corse interattive con scanner all'interno del tunnel e l'esperienza multimediale della guida in galleria.

Ulteriori informazioni sul sito del Infopoint BBT

Il Museum Ladin è costituito dalla sede centrale, il Museum Ladin Ciastel de Tor di San Martino in Badia, e da una sede distaccata, il Museum Ladin Ursus ladinicus di San Cassiano.

www.museumladin.it

Museum Ladin Ciastel de Tor © Museum Ladin

Museum Ladin Ciastel de Tor

Ciastel de Tor, famoso per la sua caratteristica torre e nel XIII secolo sede del giudizio “Thurn an der Gader”, è luogo di riferimento della cultura degli oltre 30.000 ladini, uniti nella loro identità da due elementi essenziali: la lingua derivata dal latino volgare e lo straordinario paesaggio montuoso delle Dolomiti. Dal 2001 il Ciastel ospita il Museo provinciale ladino. Esso fornisce preziose informazioni sulla geologia, archeologia, storia, lingua, sul turismo e artigianato artistico delle cinque valli ladine.


Museum Ladin Ursus ladinicus

Museum Ladin Ursus ladinicus

Il museo è dedicato all’orso preistorico delle caverne di 40.000 anni fa e alla geologia delle Dolomiti. Illustrano gli aspetti dell’”Ursus ladinicus” e del suo habitat numerosi reperti originali – ossa, denti, crani – e installazioni video. Nel piano interrato si trova la ricostruzione della grotta delle Conturines, luogo di ritrovamento dell’Ursus ladinicus, con una ricostruzione dell’orso delle caverne in letargo e dell’orso bruno M12 (Mico).

 

Il museo offre tour virtuali delle sue due strutture, realizzati appositamente per scolaresche, ed un tour virtuale della seguente mostra temporanea:

deposito del Museum Ladin

Dépôt. E luce fu!


La mostra espone opere provenienti dalla collezione del museo: dipinti, disegni e sculture di 19 artisti e di un‘artista delle valli ladine, che hanno vissuto tra il 17° secolo ed oggi. La mostra rende accessibili e visibili opere normalmente conservate nel deposito del museo e, grazie alle biografie dei loro autori, pone gli artisti sotto una nuova luce. Le opere sono esposte in due stanze: la prima si concentra sulla figura umana e sul corpo, mentre la seconda è dedicata alla natura e all'architettura. Le opere sono sistemate lungo le pareti come finestre ideali attraverso le quali nella pinacoteca entrano scorci di natura.


Sono esposte le opere di Jacob Zanusi (1679-1742), Dominik Vinatzer (1666-1733), Domëne Moling (1691-1761), Dominik Mahlknecht (1793-1876), Franz Tavella (1844-1931), Josef Moroder Lusenberg (1846-1939), August Pezzei il Vecchio (1847-1915), Franz Angel Rottonara (1848-1938), Antonio Colli (1870-1950), Franz Josef Noflaner (1904-1989), Mili Schmalzl (1912-2006), Peter Demetz (1913-1977), Angel Morlang (1918-2005), Lois Irsara (1923-2014), David Moroder (1931-1997), Josef Kostner (1933-2017), Otto Irsara (1933-2004), Bruno Vallazza (1935-2016), Aldo Canins (1944-2019) e Martin Demetz (1930-2007).

Per partecipare alle visite guidate al museo, è necessaria prenotarsi al numero 0471 301621, oppure scrivendo a eccelkreuzer@landesmuseen.it.

 

https://fr-eccel.it/

Museo Eccel Kreuzer Foto Erich Dapunt

La collezione

Da Ala a Kufstein – Dal 1900 ad oggi

La base di questo museo è l'importante collezione d'arte della famiglia Eccel Kreuzer. Si compone di circa 1.500 opere d'arte moderne e contemporanee di oltre 300 artiste ed artisti dell'Euregio (Alto Adige, Tirolo, Trentino).

Josef Kreuzer era uno di quei collezionisti, che vedono la loro passione anche come una missione sociale. Iniziò la sua collezione insieme alla moglie e appassionata d'arte, Eva-Maria Eccel. Suo padre fu un mecenate d'arte, che aveva allestito una piccola galleria nella casa sotto i portici. Eva-Maria Eccel studiò storia dell'arte e, con il suo libro "Aufbruch", creò un classico sul modernismo tirolese. Josef Kreuzer era convinto che la sua collezione debba essere resa disponibile al pubblico, in quanto collegamento importante nel panorama museale dell'Alto Adige. Purtroppo, non è stato in grado di realizzare il proprio progetto e diede in eredità la sua collezione alla Provincia Autonoma di Bolzano nel 2017, insieme alla casa sotto i portici in cui è ospitata. Il museo è gestito dall' Azienda Musei Provinciali.

Spazio artistico Eccel Kreuzer

 

Al pianoterreno della casa museo, più volte all'anno, vengono esposte mostre temporanee, che hanno un legame con le artiste e gli artisti della collezione:

 

opera di Hans Ebensperger

fino al 31 gennaio 2022

Hans Ebensperger

Cerco di dipingere ciò che sento, quello che l'oggetto, la pietra o l'albero, significa per me. Così Hans Ebensperger ha descritto il suo approccio alla pittura. L'artista, nato a Prato allo Stelvio nel 1929 e ivi morto nel 1971, è considerato uno dei primi in Alto Adige a dedicarsi all'arte astratta. Conducendo un dialogo interiore, quasi spirituale, con gli elementi della natura, scelse spesso il paesaggio della Val Venosta come centro della sua ispirazione artistica e protagonista principale delle sue opere. Anche se le sue opere non corrispondevano affatto alle predominanti tendenze locali, perseguì costantemente un obiettivo: portare la pittura locale su un piano più astratto e contemporaneo ed allontanarla dalle tendenze conservatrici.

Curata da Sara Alberti, la mostra temporanea "Hans Ebensperger", a 50 anni dalla morte di questo artista dalla sensibilità acuta e per certi versi fortemente malinconico ne indaga l’esperienza artistica e di vita e attraverso una selezione di opere presenta momenti diversi della sua vita.

Biografia

Ebensperger trascorse la sua infanzia a Prato allo Stelvio, fino a quando si trasferì in Austria con sua madre. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Vienna, dopodiché lavorò come artista freelance a Merano. Dopo ulteriori studi all'Università Tecnica di Monaco di Baviera, ricevette diverse commissioni per eseguire lavori, tra cui la casa privata di Karl Nicolussi-Leck a Frangarto, dove si occupò di questioni architettoniche e progettò il design interno ed esterno della residenza. A partire dal 1952 espose le sue opere in molte mostre collettive e individuali.

 

Paul Flora e l'arte satirica nella collezione Eccel Kreuzer

1° marzo 2022 - 31 ottobre 2022

Paul Flora e l’arte satirica nella collezione Eccel Kreuzer

Sono passati 100 anni dalla sua nascita a Glorenza, quasi 13 dalla sua morte ad Innsbruck: il caricaturista, disegnatore, illustratore e grafico, Paul Flora (29 giugno 1922 – 15 maggio 2009) è il protagonista del nuovo percorso espositivo "Paul Flora e l'arte satirica nella collezione Eccel Kreuzer". Acquisì fama internazionale grazie ai sui corvi e si affermò come uno degli artisti più riconosciuti in diversi campi artistici. 
La mostra curata da Sara Alberti presenta inoltre una selezione di opere satiriche dell’ampia collezione Eccel Kreuzer: accanto ad opere di Paul Flora sono presenti lavori di Fritz v. Hermanovsky-Orlando, Othmar Winkler, Max Spielmann, Jakob de Chirico, Daniela Chinellato, Laurina Paperina, Federico Lanaro ed un insolito e sorprendente Karl Plattner.
L'ingresso costa quattro euro.

 


La casa

La casa sotto i portici fu menzionata per la prima volta per iscritto all'inizio del XIII secolo come proprietà del mercante Adalbert Pigler. Si tratta di una tipica casa patrizia sotto i portici di Bolzano, che ha ottenuto la sua forma allungata stretta a causa dello spazio limitato. La larghezza misura solo tre finestre, ma si estende dai Portici a via Argentieri.
L'immediata vicinanza all'edificio mercantile ne ha fatto una casa in una posizione ricercata. Ha una struttura interna caratteristica e funzionale con tre atri, diversi corridoi di accesso, un layout irregolare dei piani con differenze di livello tra il lato dei Portici e il lato della via Argentieri. La facciata di via Argentieri ha una scala esterna, il cui parapetto può essere una spolia della chiesa di Sant'Andrea locata alla piazza di Grano.
Dopo diversi cambi di proprietà, Maria Eccel, nata Schaller, acquistò la casa nel 1933. Nel 1950 passò a Friedrich Eccel, che ci inserì un negozio di arredamento. Di conseguenza, l'edificio e stato ampiamente restaurato. Nel 1984/5 ulteriori lavori di ristrutturazione sono stati effettuati secondo i piani del noto architetto altoatesino Othmar Barth. Eva-Maria, figlia di Friedrich Eccel, insieme al marito Josef Kreuzer, rilevò e gestì l'attività di arredamento Fr. Eccel fino alla sua chiusura nel 2005.