Programma 2021

Programma 2021
Castel Tirolo offre un tour virtuale attraverso il mastio, che racconta la storia altoatesina del '900. Foto H. Hermes

Come ha fatto l'Alto Adige a diventare una moderna destinazione turistica? Cosa hanno significato le più importanti tappe della storia dell'Alto Adige per le persone, che le hanno vissute in prima persona? Cosa sappiamo della cultura della popolazione ladina? Cosa rende Ötzi così affascinante? E cosa si prova, se ci si trova all'interno di una montagna?

Anche quest'anno i dieci Musei provinciali organizzeranno mostre e manifestazioni, che ruotano attorno a questi e molti altri temi. Informazioni sul programma del 2021 e sulla data di riapertura dei musei in Alto Adige verranno rese note il più presto possibile.

Chiude questa panoramica la casa museo Eccel Kreuzer con la sua significativa collezione d’arte della famiglia Eccel Kreuzer. Essa si compone di circa 1.500 opere d’arte moderna e contemporanea di più di 300 artiste e artisti appartenenti all’Euregio (Sudtirolo, Tirolo e Trentino).


Al Museo Archeologico dell’Alto Adige è possibile ammirare, sui primi tre piani, i ritrovamenti originali dell’Uomo venuto dal ghiaccio – detto anche Ötzi – e la sua storia: dalle reazioni dei media alla scoperta, alla ricerca scientifica sulla mummia dei ghiacci vecchia di 5.000 anni ma straordinariamente ben conservata e sul suo corredo, fino a curiosità, interviste e postazioni interattive. Pezzo forte è la ricostruzione dell’Uomo venuto dal ghiaccio come doveva essere da vivo. L’ultimo piano del museo ospita invece delle mostre temporanee dedicate a temi archeologici.

www.iceman.it

 

La ricostruzione dell'Uomo venuto dal ghiaccio © Museo Archeologico dell'Alto Adige

La data di riapertura del museo ed il programma di quest'anno verranno comunicati il più presto possibile.

Fino ad allora si potrà visitare il museo virtualmente tramite due app con audioguida, una per un pubblico adulto (Android e iOS, costo: 1,99 Euro) ed una gratuita per
bambine e bambini (Android e iOS) . Entrambi i programmi regalano un viaggio nell'era di Ötzi.

 

dal 22 novembre 2021 al 7 novembre 2022

Mostra temporanea "Stone Age Connections"

Mobilità ai tempi di Ötzi

Già nell’Età del Rame le persone erano sorprendentemente mobili. Commerciavano selce e rame e non scambiavano soltanto merci, ma anche nuove conoscenze e tecniche artigianali. A piedi, con le ciaspole in montagna o con la piroga sull’acqua: così le persone coprivano tragitti sorprendentemente lunghi per tutta l’Europa. Il rame utilizzato per l’ascia di Ötzi proviene dall’odierna Toscana, alcuni dei suoi strumenti in selce dalla zona intorno al Lago di Garda.Proprio come oggi, anche nell’Età del Rame le persone si spostavano per cercare una vita migliore. Colonizzavano nuovi territori, incontravano altri gruppi, ma cominciavano anche a scontrarsi per il terreno coltivabile, le risorse minerarie e i luoghi di insediamento. Si formavano nuovi gruppi culturali, le concezioni religiose trovavano più rapida diffusione.

Sulle tracce della mobilità

Le analisi del DNA ci aiutano a ricostruire i movimenti migratori, la ceramica ci racconta il trasferimento di conoscenze e le analisi scientifiche delle materie prime ci consentono di risalire al loro luogo di provenienza. Attraverso importanti reperti dell’arco alpino la mostra temporanea cerca di comprendere i percorsi e i rapporti commerciali nel IV e nel III millennio a.C.

 

 

Ötzi © Museo Archeologico dell'Alto Adige - Foto Ochsenreiter

3 marzo

Ötzi online - visite guidate per classi

Anche il Museo Archeologico dell’Alto Adige aderisce all'iniziativa didattica austriaca "Schule schaut Museum", proponendo sei visite guidate online sul tema Ötzi.
L’offerta “Online con Ötzi”, ideata durante la pandemia e che gode di una popolarità nazionale e internazionale, è destinata alle classi comprese tra la seconda elementare e la terza media. Racconta l’età del Rame e la storia dell’Uomo venuto dal ghiaccio, è concepita su misura per i diversi livelli scolastici e si articola in una visita guidata online, adatta alle varie fasce d’età, e in una live chat con il museo.
L’iniziativa “La scuola guarda i musei” quest’anno è giunta alla sua dodicesima edizione . Con le sue innumerevoli proposte, mette al centro dell’attenzione il museo come luogo di apprendimento. Dopo un anno di esperienza con l’insegnamento a distanza, l’offerta è stata notevolmente ampliata: in questa edizione il personale insegnante e le classi potranno vedere e sperimentare l’intera gamma dell’offerta didattica digitale di tutti i musei aderenti.
Le classi possono prenotare la visita guidata contattando melitta.franceschini@iceman.it o telefonando al numero 0471 320118. Gli orari prenotabili sono alle ore 9, 10:30, 12, 14, 15:30 oppure 16:45. 3 marzo, ore 9, 10.30 e 12

Un tempo residenza estiva dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota come Sissi, Castel Trauttmansdorff oggi ospita il Touriseum, il Museo provinciale del Turismo, il primo in tutto l’arco alpino specializzato nella storia del turismo. Il Touriseum, circondato dallo spettacolare orto botanico di Castel Trauttmansdorff, offre un emozionante viaggio nel tempo alla scoperta dei 200 anni di tradizione turistica del Tirolo, attraverso un percorso arricchito di pannelli illustrati. Il visitatore, proiettato nel passato, rivive l’atmosfera del tempo sia dal punto di vista dei villeggianti sia da quello della popolazione locale.

www.touriseum.it

 

Touriseum. Foto Stefano Scatá

La data di riapertura del museo ed il programma di quest'anno saranno comunicati il più presto possibile.


Nel frattempo il Touriseum organizza un viaggio virtuale nel tempo alla scoperta dei 200 anni di tradizione turistica del Tirolo. Chi lo intraprende, scopre come un territorio, attraversato secoli fa a piedi, con la diligenza o la diligenza espresso da mercanti, pellegrini e artisti, oggi sia diventato una moderna destinazione turistica. E possono essere esplorate tramite il web anche la storia del castello con le sue stanze storiche nonchè la mostra „Sie wünschen? Desidera?“.

Sul canale YouTube del museo inoltre è possibile vedere video sul museo e sui temi, da esso trattati.

Mostra temporanea "Borse, trolley e valigie - Viaggio nella storia dei bagagli"

 

dal 1 aprile al 15 novembre 2021

Mostra temporanea "Borse, trolley e valigie - Viaggio nella storia dei bagagli"

La valigia è l'emblema del viaggio. Capace di adattarsi ai vari mezzi di trasporto variando di foggia e materiale, ha molto da raccontare. C'è chi si sposta armi e bagagli, c'è chi preferisce viaggiare leggero. C'è chi si serve del facchino, e c'è chi fa da sé. Cosa rivelano borse e valigie dei loro proprietari? Ricca di curiosità, la mostra ripercorre duecento anni di storia del viaggiare.
Saremo felici della vostra partecipazione!Siamo alla ricerca delle “storie di valigie” decisamente personali.
Quali storie ed esperienze sono per voi collegate al fare i bagagli? Che tipo di persona siete quando li preparate? Quale forza simbolica ha per voi una valigia? Raccontateci le vostre storie personali che riguardano le valigie! Dal vostro punto di vista, ma anche da quello della vostra valigia: che cosa ha visto e vissuto?
Telefonateci (0473 255659) e raccontateci le vostre storie! Oppure scriveteci le vostre storie e inviatele, insieme ad una vostra foto con la vostra valigia, all'indirizzo mail info@touriseum.it. Le vostre storie saranno pubblicate sul nostro sito online, nella cornice della mostra in apertura ad Aprile 2021; inoltre, quelle più avvincenti verranno raccolte in un podcast e stampate in un libro.

 

Mostra temporanea "Santo cielo, Milena, se Lei fosse qui"

dal 1 aprile al 15 novembre 2021

Mostra temporanea "Santo cielo, Milena, se Lei fosse qui"

Nel 1920 Franz Kafka giunse a Merano per un soggiorno di cura che sarebbe durato quasi tre mesi. Da qui scrisse le prime delle famose lettere a Milena. La mostra ripercorre le tracce di Kafka in città.
L’anno commemorativo dedicato a Kafka mira ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su uno dei più significativi scrittori del Novecento. Al tempo stesso – grazie ai diversi progetti messi in campo – si vuole puntare i riflettori sugli anni compresi tra il 1918 e il 1922, un periodo storicamente molto particolare per l’Alto Adige/Südtirol e per la città di Merano.

 

Mostra permanente "Storia del turismo"

Mostra permanente "Storia del turismo"

Il turismo è più di un cielo azzurro e di un bel paesaggio. E' una combinazione di innumerevoli fattori. Alcuni è possibile reinventarli in ogni tempo e in molti luoghi. Altri invece sono il risultato di una lunga storia.
Il Touriseum è un luogo affascinante, sorprendente e pieno di ironia. Il cuore del museo è il percorso espositivo allestito in 20 sale che diventano la scenografia di un divertente viaggio attraverso due secoli di storia del turismo alpino, con un seducente mix di levità e approfondimento, divertimento e sguardo al passato. In più, il museo propone momenti di svago col "gioco dell'Alto Adige", interessanti testimonianze nelle interviste sul turismo e un momento di riposo nella sala relax.

 

Mostra permanente "Storia del castello"

Mostra permanente "Storia del castello"

Vale la pena fare il giro delle stanze storiche di Castel Trauttmansdorff, dal nucleo medievale con la cripta alla sala in stile neo-rococò. Attraverso le varie sfaccettature storico-artistiche ripercorrerete le vicissitudini del castello, in cui ciascuno dei proprietari ha lasciato la sua individualissima impronta.
Un romantico trasognato alla ricerca delle sue radici, un’imperatrice che non ne poteva più di stare a casa, la sua figlia cagionevole di salute, un imperatore alla ricerca della sua imperatrice, un guerriero al servizio degli Asburgo, un barone tedesco innamorato pazzo di Merano, veterani di guerra impiegati come contadini: hanno tutti alloggiato, per breve o lungo tempo, a Castel Trauttmansdorff, segnando così il corso della sua storia fino a oggi. La nuova mostra permanente nelle stanze storiche del castello dedica a ognuno dei suoi illustri inquilini un luminoso monumento.

l museo provinciale miniere con le sue quattro sedi - Monteneve, Ridanna, Predoi e Cadipietra - propone tanti aspetti diversi, ad esempio, trenini che portano nel cuore della montagna, cunicoli e gallerie scavati nel Medioevo, assordanti frantoi a ganasce, chilometri di rotaie per il traino con i cavalli, ripidissimi piani inclinati di frenatura, enormi discariche, sentieri didattici attraverso le aree minerarie, case delle maestranze, l’insediamento permanente più alto d’Europa e addirittura una galleria climatica. Un mondo affascinante tutto da scoprire nel sottosuolo, là dove le montagne custodiscono i loro più tesori più preziosi.

www.museominiere.it

La data di riapertura del museo ed il programma di quest'anno saranno resi noti il più presto possibile.

Nel frattempo il museo offre un tour virtuale con la nuova app "Hearonymus", che permette di fare un tuffo nella miniera di Predoi: 14 stazioni audio, immagini, racconti ed un breve filmato spiegano perché quello dei minatori è considerato uno dei lavori più duri al mondo. Il tour può essere scaricato gratuitamente e con pochi clic da ogni cellulare ed è disponibile in lingua italiana, tedesca, inglese ed olandese tramite il sito del museo.

Alcuni video sul museo e sulla sua attività si trovano inoltre sul suo canale YouTube.

 

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve. Foto Armin Terzer

SEDE DI MONTENEVE

Uomo vs. montagna

 A Monteneve, i minatori hanno estratto minerali per secoli. All’inizio con l’ausilio di punta e mazzetta e, successivamente, di macchinari pesanti. Il villaggio dei minatori di San Martino è arrivato a contare anche fino a 1000 persone, che vivevano completamente isolati in alta montagna. Questo insediamento permanente, il più alto d’Europa, è stato abitato fino agli anni 60 del XX secolo. Oggi la montagna risulta percorsa da ben 150 chilometri di gallerie, mentre in superficie l’attività mineraria ha modificato e plasmato per sempre la conformazione del paesaggio.

 Cenni storici

 L’insediamento permanente più alto d’EuropaLa prima notizia storica in merito all’attività mineraria a Monteneve compare solo a margine. Nel 1237, un notaio di Bolzano annota infatti su di un atto di compravendita, che alcune spade sono state pagate con “argento di buona qualità proveniente da Monteneve”. Verso il 1500, l’estrazione mineraria del Tirolo raggiunge il suo massimo sviluppo: all’epoca, nelle miniere di Monteneve circa 1000 minatori avrebbero infatti lavorato alla ricerca di galena argentifera in ben 70 gallerie.Il minerale vero e proprio, la blenda, potrà tuttavia venire estratto e sfruttato solamente a partire dal XIX secolo. Così, dal 1870 il villaggio dei minatori di San Martino diventerà un ragguardevole insediamento con edifici amministrativi, residenziali e funzionali, una locanda, una chiesa e addirittura un ospedale con annesso obitorio. Ci saranno anche una scuola elementare, una banda musicale, un’associazione teatrale e una compagnia di Schützen.A 2.355 m di quota l’inverno e il freddo durano però nove mesi all‘anno. Approvvigionare l’insediamento è quindi costoso e problematico, e in questa comunità isolata dal resto del mondo il livello di conflittualità è molto elevato. Così, durante l’ultima fase di sfruttamento del 1962, la ditta concessionaria AMMI decide di continuare l’estrazione trasferendo i dipendenti con le loro famiglie dal paese ad alta quota di Monteneve a Masseria, in Val Ridanna. Il progetto viene realizzato nel giugno del 1967. Da allora, e fino alla definitiva chiusura della miniera nel 1985, il vecchio paese dei minatori rimarrà così esposto all’abbandono e subirà ripetuti saccheggi.

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve. Foto Armin Terzer

 

Esposizione a Monteneve

 Il distretto minerario di MonteneveIn un ex edificio funzionale, la „nuova forgia“ accanto al rifugio, è stata allestita una sala che accoglie una mostra permanente sulla storia del distretto minerario di Monteneve ed espone utensili quotidiani degli abitanti del paese,  documenti fotografici  e attrezzi di lavoro dei minatori.Un modellino del distretto riproduce gli edifici che qui sorgevano un tempo.Da metà giugno a metà ottobre, l’esposizione permanente è sempre aperta tutto il giorno. Ingresso libero.

Il paese dei minatori

San Martino, il paese dei minatori

 Raggiunto l’altopiano di Monteneve, a 2.355 m di quota, ci si trova già all’interno dell’ex paese dei minatori, dove rimangono alcuni edifici abitativi e funzionali di quello che un tempo era l’insediamento permanente più alto d’Europa. Una volta chiusa la miniera, le attrezzature dell’ultima fase di sfruttamento nel XX secolo sono rimaste semplicemente in loco.Tutto il distretto minerario è costellato da imbocchi di gallerie ormai crollati e da cumuli di detriti e può essere percorso lungo i sentieri didattici. Senza dubbio un luogo di grande forza evocativa.

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve. Foto Armin Terzer

Visite guidate

Tour alla scoperta del distretto minerario
Martedì e giovedì

Escursione di un'intera giornata con guida partendo dal parcheggio "Ponte di Monteneve" sulla strada di Passo del Rombo. Partenza: ore 9.15. Salita attraverso la conca di Seemoos fino al villaggio dei minatori di San Martino Monteneve, visita al locale espositivo. Pausa pranzo. Visita guidata al distretto minerario e al villaggio dei minatori. Ritorno al parcheggio "Ponte di Monteneve".
Prenotazione obbligatoria entro le ore 16 del giorno precedente: monteneve@museiprovinciali.it, Tel +39 348 3100443 (Franz Kofler)

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve. Foto Armin Terzer

Informazioni utili

Partenza dalla Val Passiria: con l’automobile da Merano lungo la SS44 per Moso in Passiria, da qui si prosegue sulla SS44bis per 9,3 km in direzione Passo del Rombo fino al ponte di Monteneve. Parcheggio circa 200 m prima del ponte. Dal ponte di Monteneve si segue il sentiero 31 fino a Seemoos e si prosegue lungo il sentiero n.29  fino al vecchio villaggio dei minatori di San Martino. Altitudine 690 m. Durata del percorso: ca. 2 h.

Partenza da Ridanna/Masseria: dal Museo Provinciale delle Miniere percorrendo la strada carrozzabile (ca. 7 km) oppure il sentiero didattico della miniera fino ai ruderi di casa Poschhaus. Da qui si prosegue lungo il sentiero didattico segnato fino alla Forcella di Monteneve. Segue la discesa al villaggio dei minatori di San Martino con il Rifugio Monteneve. Da luglio a metà ottobre è possibile spostarsi da Masseria a casa Poschhaus con uno shuttlebus (risparmiando circa 2 ore). Per prenotazioni: tel. +39 0472 656364. Salita: dislivello 1.300 m, discesa: dislivello 350 m; durata percorso a piedi: ca. 4h

 Accessibilità: La sede di Monteneve si trova a 2.355 m di quota e si raggiunge solamente a piedi.

 Rifugio Monteneve. Tel.: +39 0473 932900; Corvara 42/43; I-39013 Mooso Val Passiria

 

SEDE DI RIDANNA

 Le gallerie rimangono ancora chiuse fino a nuovo ordine a causa dello stato di emergenza riguardo CoVid-19.

 
Impianto industriale in alta montagna

 Un monumento della rivoluzione industriale

 La sede di Ridanna è una testimonianza veramente unica del periodo della rivoluzione industriale. 150 anni fa qui fu realizzato un impianto di arricchimento del minerale, fra i più moderne per l'epoca. Potenti macchinari frantumano e macinano finemente la roccia, mentre grandi bacini di flottazione separano il minerale facendo salire il metallo in superficie. All'aperto è ancora possibile vedere l'impianto di trasporto su rotaia che, per il suo genere, è il più grande del mondo con piani inclinati impressionanti e binari per il traino con i cavalli che collegano il distretto minerario in alta montagna. La galleria Poschhaus attraversa la montagna per 6 km e sbocca in Val Passiria.

Nella stagione 2020 offriamo diverse escursioni all'esterno e nell'impianto di arricchimento.

Museo provinciale miniere - sede di Monteneve

Visite guidate

 Impianto di arricchimento
ogni giorno tranne di lunedì, ore 10, 11, 12, 13.15, 14.15 e 15.15

 La visita guidata comprende l'impianto di arricchimento a Massiera. I macchinari d'epoca vengono messi in funzione e viene spiegato il processo di separazione del minerale e il trasporto storico del minerale.
Durata della visita: 45 minuti
Prezzi della guida: adulti/adulte 6,00 €, senior 4,00 €, studentesse/studenti 3,00 €, famiglia 12,00 €
Prenotazione necessaria a causa del numero limitato di partecipanti (max 10 persone): tel 0472/656364, ridanna@museiprovinciali.it.

Museo provinciale miniere - sede di Ridanna
Impianto di arricchimento e trasporto
fino a settembre ogni giovedì e ogni sabato, ore 8 - 12.30

 Nell’impianto di arricchimento di Masseria viene spiegata la separazione e la lavorazione del minerale. Poi il gruppo attraversa la Valle di Lazzago in minibus finché raggiunge l’entrata della galleria Poschhaus a 2000m. Da lì inizia l’ascesa attraverso i piani inclinati, e lungo i binari per il traino del materiale con i cavalli, si raggiungono le rovine del rifugio “Poschhaus”.Durata della guida: ca. 4.5h
Ogni gioveì e sabato
Prezzi della guida: adulti/adulte 15,00 €, senior e studentesse/studenti 10,00 €, biglietto famigllia 30,00 €.
Prenotazione obbligatoria (fino alle ore 12 del giorno prima): tel 0472/656364, ridanna@museiprovinciali.it.
Punto d’incontro: sede di Ridanna alle ore 8.
Sono necessarie calzature adeguate.
Ritorno alla sede di Ridanna: ore 12.30 ca.
Numero minimo di partecipanti: 5 persone; numero massimo di partecipanti: 8 persone.

Miniera Junior 2020
fino a settembre da mercoledì a domenica, ore 10, 12, 13, 14 e 16

 Le bambine ed i bambini imparano a conoscere i diversi tipi di minerali e il loro impiego, vanno alla ricerca dei minerali preziosi nell’acqua bassa e scoprono i sistemi di macinazione e separazione del minerale. Nella “Casa di Biancaneve” e nella “Galleria di Biancaneve” si possono immergere nel mondo delle leggende e dei racconti di Monteneve.
Durata della guida: 1.5 ca.
Prezzi della guida: bambine/bambini 5,00 €, adulte/adulti 6,00 €.
Prenotazione obbligatoria: tel 0472/656364, ridanna@museiprovinciali.it.
Adatto per bambine e bambini dai 4 anni.
In caso di pioggia non viene effettuata.
Gli stivaletti vengono messi a disposizione dal museo.
Si consiglia di portare un paio di calze di ricambio.
Numero massimo di partecipanti: 5 bambine/bambini (può partecipare un accompagnatore per bambino)

 

SEDE DI CADIPIETRA

 Nella stagione 2020 offriamo la visita alla mostra temporanea "Ritratti. Gente di Miniera", un'escursione guidata nel centro storico di Cadipietra e vari programmi per bambine e bambini.

Mostra temporanea

Mostra temporanea "Ritratti. Gente di miniera"

Per secoli l'attività mineraria ha segnato il territorio e la gente delle Alpi centrali. Muovendo da una raccolta di fotografie, la mostra traccia dei ritratti e racconta alcune biografie della gente che lavorava nelle miniere die Predoi e Ridanna/Monteneve. Immagini, testi, registrazioni audio e vari oggetti personali ridanno forma e voce a impresari minerari, minatori e alle donne impiegate nella miniera, e un voto all'industria mineraria altoatesina.
Prenotazione non necessaria. Durata della visista: 45 minuti circa.

Museo provinciale miniere - sede di Cadipietra

Escursione nel centro storico di Cadipietra
ogni martedì e ogni sabato, ore 11

Il tour inizia nel "granaio" di Cadipietra, l'ex magazzino della società mineraria. In seguito le nostre guide vi condurranno attraverso il centro storico di Cadipietra, che è unico in Alto Adige per il suo aspetto, e deve le sue origini all'attività mineraria. Gli imponenti edifici dal caratteristico colore rosso, tra cui la casa del fattore, la tenuta Gassegg e la chiesa di Maria Loreto, nonché le fonderie, sono spiegati in dettaglio. Una passeggiata attraverso la storia secolare del commercio della Valle Aurina.
Prenotazione necessaria a causa del numero limitato di partecipanti: tel 0474/651043, cadipietra@museiprovinciali.it.

Programma per bambine e bambini: Nanetti e cercatori di tesori

Il Museo Provinciale Miniere offre diversi programmi per bambine e bambini nella sede di Cadipietra. Punto di partenza è il granaio, dove le bambine ed i bambini tra i 6 e i 12 anni possono esplorare minerali, materie prime e la storia delle miniere in modo giocoso.
Prenotazione necessaria (fino alle ore 12 del giorno prima): tel 0474/651043, cadipietra@museiprovinciali.it.

Sassi colorati

 Con varie tecniche e materiali, le bambine e i bambini imparano a colorare i sassi e di creare figurine da essi.

 Tesori della terra

 di mercoledì, ore 10.00-12.00
Con il "gioco dei minatori", un gioco da tavolo speciale, i bambini scoprono diversi processi di estrazione e lavorazione di materie prime e minerali.

 Terra Cotta

 di giovedì, ore 10.00-12.00
Le bambine e i bambini creano diversi vasetti e figurine in terracotta e li cuociono nella fornace da miniera (modo etrusco).

 Storie favolose

 di venerdì, ore 10.00-12.00
Attraverso storie, fiabe e leggende del mondo delle miniere della Valle Aurina le bambine e i bambini si possono immergere nel mondo misterioso delle gallerie e dei minatori.

 Prezzo, compresi i materiali e utensili: 10,00 euro/bambina/o
 

 SEDE DI PREDOI

La galleria didattica e il Centro Climatico rimarranno chiusi fino a nuovo ordine a causa dello stato di emergenza riguardo CoVid-19. In alternativa nella stagione 2020 offriamo diverse escursioni guidate all'esterno della miniera di rame.

Museo provinciale miniere - sede di Predoi

La miniera di rame

La miniera di Predoi ha conosciuto il suo periodo di massimo sviluppo 600 anni fa, quando il rame qui estratto era già particolarmente ambito per la sua straordinaria malleabilità. Le gallerie, scavate allora a mano nella roccia utilizzando utensili molto semplici, si possono definire veri e propri capolavori di abilità mineraria. Nel XX secolo, Predoi era ancora al terzo posto in Italia per importanza nell’estrazione del rame.

Museo provinciale miniere - sede di Predoi

Visite guidate

Avventura Miniera
ogni martedì e ogni domenica, ore 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16

Dalla stazione esterna del trenino della miniera si compie una breve passeggiata salendo alla ricostruzione del frantoio, che viene anche messo in funzione, e all’imboccatura della storica galleria San Nicola, nella quale si può entrare una/o alla volta per pochi metri. Un’esperienza unica! La galleria è stata scavata a mano. Le bambine ed i bambini andranno poi a caccia di minerali tra i cumuli di macerie.
Durata della guida: 1h 15min
Prezzi della guida: adulte ed adulti 10,00 €, senior 8,00 €, studentesse/studenti 5,00€, biglietto famiglia 20,00 €.
Biglietto combinato per la visita della mostra temporanea nella sede di Cadipietra.
Prenotazione necessaria a causa del numero limitato di partecipanti (max. 10): tel. 0474/654298, prettau@museiprovinciali
Adatto a tutti, purché deambulanti.
Si consiglia di indossare calzature adeguate.

Museo provinciale miniere - sede di Predoi
Sulle orme dei minatori
ogni mercoleì e ogni domenica, ore 13 - 16

Percorso guidato dalla fonderia a Predoi attraverso il sentiero dei minatori alle "Jakober Stuben". Passando imbocchi di gallerie, il frantoio e rovine, accompagnati da racconti storici e informazioni tecnici seguiamo le tracce dei minatori di Predoi.
Ogni mercoledì e domenica
Prezzi della guida: adulte/i 15,00 €, senior 12,00 €, bambine e bambini 7,00 €, famiglie 30,00 €
Solo su prenotazione fino alle ore 12 del giorno prima: tel. 0474/654298, prettau@museiprovinciali.
Numero minimo partecipanti: 8.
Si consiglia di indossare calzature adeguate.
Partenza ore 13; durata ca 3 ore; ritorno ore 16.

Museo provinciale miniere - sede di Predoi
Il sentiero dei minatori
ogni venerdì, ore 10 - 16

Percorso di un’intera giornata per i più allenati. Dalla zona esterna del Museo si sale lungo il fianco della montagna, in parte molto ripido; passando accanto a imbocchi di cunicoli ed edifici in cui il minerale veniva classificato si raggiunge Croce della Val Rossa, con affioramento di un filone di materiale, e si prosegue fino a Malga Rossa (Rötalm), dove si trova una notevole torbiera e si può ammirare il Gruppo del Gran Pilastro con i suoi Tremila. Per secoli, il sentiero dal fondovalle agli imbocchi delle gallerie al di sotto di Malga Rossa è stato percorso ogni giorno dai minatori che dal versante della montagna scavavano alla ricerca di vene metallifere e frantumavano il materiale all’interno degli edifici in cui il minerale veniva classificato.
Il Sentiero dei Minatori può venire percorso anche senza guida seguendo il sentiero 11A o indicato con la punta e la mazzetta su sfondo bianco.
Ogni venerdì
Prezzi della guida: adulte ed adulti 22,00 €, senior 18,00 €, studentesse/studenti 12,00 €, biglietto famiglia 45,00 €.
Prenotazione obbligatoria (fino alle ore 12 del giorno prima): tel. 0474/654298, prettau@museiprovinciali. Numero minimo partecipanti: 8.
Il terreno è in parte molto ripido e richiede resistenza e passo sicuro; il dislivello dal museo a Malga Rossa è di 550 m. È necessario avere con sé attrezzatura da montagna e provviste al sacco.
Durata: 6 ore circa.

Residenza dinastica dei conti del Tirolo, il castello ha dato il nome all'intera regione. La sua realizzazione risale alla seconda metà dell'XI secolo. Il percorso museale è incentrato sulla storia del Tirolo dai primordi ai giorni nostri. Nel palazzo meridionale si trovano i due portali romanici, mentre nella cappella del castello, intitolata a San Pancrazio ed edificata su due piani, notevoli pitture murali gotiche. Nella "Torre della memoria" del mastio è possibile ripercorrere la storia dell’Alto Adige nel XX secolo.

www.casteltirolo.it

La data di riapertura del castello ed il programma di quest'anno saranno comunicati il più presto possibile.

 

Castel Tirolo. Foto H. Hermes

 

Fino ad allora il museo presenta alcuni dei suoi contenuti con i seguenti tour virtuali:

ex Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Silvius Magnago

360° TORRE DELLA MEMORIA

Cosa successe nel periodo delle Opzioni? Cosa significa l’autonomia per l’Alto Adige e come è organizzata a livello politico? Chi è interessato alla storia dell’Alto Adige/Sudtirolo nel XX secolo, non può perdersi la sua suggestiva presentazione nel mastio. La torre ospita dal 2003 una mostra permanente sulla storia dell’Alto Adige/Sudtirolo nel XX secolo. Dal 2016 è stato rinnovato l’allestimento museale, che spiega i collegamenti storici con l’aiuto di non meno di 400 oggetti.

La “Torre della Memoria” è visitabile anche attraverso un tour virtuale pensato per tutti coloro che vogliono visitare la mostra permanente comodamente da casa o per chi non ha potuto affrontare l’ascesa della torre fino all’ultimo piano. È stato inoltre arricchito da un formato didattico creato ad hoc per il personale insegnante per  approfondire alcuni aspetti lavorando in classe con le proprie alunne ed i propri alunni.

 

immagine simbolo della mostra

360º ICH WOLKENSTEIN

Senza alcun dubbio fu uno tra i personaggi più sfavillanti del tardo medioevo: Oswald von Wolkenstein, un nobile terriero nato nel 1376 o 1377 nella contea del Tirolo che da uomo d’armi e diplomatico al servizio di varie signorie viaggiò attraverso gran parte del mondo allora conosciuto e che grazie ai suoi poliedrici talenti divenne servitore e consigliere di re Sigismondo e perfino cavaliere del Sacro Romano Impero.
Ma questa è soltanto una delle tante sfaccettature dello straordinario curriculum del nobile carrierista rimasto fino alla sua vecchiaia oltremodo combattivo sia con le armi che con le parole e che tra l’altro fu anche giurisconsulto, scabino e pellegrino in Terra Santa.
Se già l’intensa vita del cavaliere errante tirolese morto a Merano il 2 agosto 1445 e sepolto nella collegiata dell’abbazia di Novacella vale ad essere ripercorsa in una mostra temporanea a Castel Tirolo, tanto più va ricordato l’altro suo ruolo, quello di eccelso poeta tedesco, compositore, cantante e musicista, i cui Lieder monòdici e polifonici fanno parte, grazie alla loro individualità ed ampiezza di repertorio, delle testimonianze più significative dell’arte compositoria tedesca della prima metà del Quattrocento.
È il primo poeta tedesco medievale ad averci tramandato la sua copiosa opera in due raccolte di manoscritti corredati da notazioni musicali e dai primissimi autentici ritratti d’autore, così come è pure l’unico poeta del medioevo la cui movimentata biografia risulta quasi interamente ricostruibile grazie alla molteplicità delle testimonianze scritte ed illustrate rimaste conservate.
La mostra di Castel Tirolo interamente dedicata alla vita e all’opera di Oswald von Wolkenstein vuole altresì permettere di dare uno sguardo ad un’epoca in cui i conflitti d’armi e la diplomazia, il servizio a corte e gli intrecci della politica aristocratica, la pratica della giurisdizione e l’onnicomprensivo timor di Dio segnavano la vita della nobiltà.

 

manifesto della propaganda nazioinalsocialista

dalla riapertura dei musei al 2 maggio 2021

"LA GRANDE GERMANIA CHIAMA!” LA PROPAGANDA NAZIONALSOCIALISTA SULLE OPZIONI IN ALTO ADIGE E LA SOCIALIZZAZIONE VÖLKISCH

80 anni dopo l’apice delle cosiddette “Opzioni” sudtirolesi, questa mostra temporanea a Castel Tirolo si interroga sulla collocazione storica degli eventi che così traumaticamente segnarono la storia regionale.
Nel 1940, quando i treni che trasportavano le persone emigrate nel “Terzo Reich” attraversarono il Brennero, in Alto Adige era in corso una battaglia di propaganda – parallelamente alla guerra reale appena scatenata dal fascismo tedesco – che eclissò la fase totalitaria già in atto.
Le cittadine ed i cittadini di lingua tedesca e ladina erano combattuti tra le incredibili affermazioni del fascismo italiano secondo cui si poteva rimanere tranquilli in una patria da tempo divenuta estranea a loro, grazie alle severe politiche di snazionalizzazione del regime, e le futili promesse nazionalsocialiste di un futuro brillante all’interno della “Volksgemeinschaft” germanica.
Grazie a nuovi sensazionali ritrovamenti, già acquisite dal Museo Provinciale di Castel Tirolo, sarà possibile per la prima volta dare uno sguardo dietro le quinte degli sforzi nazisti per conquistare le menti e i cuori del “materiale umano” sudtirolese.
Il materiale propagandistico proviene dal fondo di un volontario sudtirolese delle SS che era diventato membro della famigerata “Leibstandarte Adolf Hitler” e che perse la vita nella guerra di aggressione contro l’Unione Sovietica nel 1944. Dalla fase centrale delle Opzioni sono sopravvissuti alcuni manifesti o bozze che aggressivamente promuovono la “Heimkehr ins Reich” della popolazione sudtirolese.
Il materiale, in precedenza completamente sconosciuto, sarà presentato e storiograficamente contestualizzato per il pubblico e inoltre commentato attraverso un contributo estetico-politico attuale dell’artista Riccardo Giacconi.

 

Joseph Haller, Rut e Bòaz, ca. 1764, Graz, Universalmuseum Joanneum, Alte Galerie

Mostra online

TRA AUGUSTA E VENEZIA –LA SCUOLA PITTORICA DELLA VAL PASSIRIA


Nel corso di tre generazioni, tra il 1719 e il 1845 circa, una bottega di pittori attiva a San Martino in Passiria ha fornito dipinti alle chiese dell’omonima valle e dei dintorni. L’insediamento del pittore meranese Nikolaus Auer, fondatore di tale bottega, in un villaggio lontano dai centri artistici urbani è dovuto all’iniziativa di Michael Winnebacher, sacerdote amante dell’arte, attivo anche come poeta. Presso la bottega di Auer svolsero il loro apprendistato non solo i tre figli del maestro, ma anche diversi altri pittori barocchi, alcuni dei quali di importanza sovraregionale. Gli allievi più talentuosi, Johann Evangelist Holzer di Burgusio in Alta Val Venosta e Joseph Haller di San Martino, proseguirono la loro formazione nell’allora metropoli artistica di Augusta, proprio come a suo tempo aveva fatto il loro primo maestro. Mentre Holzer rimase ad Augusta affermandosi come uno degli artisti più celebrati della Germania meridionale, Haller, dopo il suo ritorno nella sua valle natale, realizzò numerosi dipinti ad olio di rara luminosità e raffinatezza cromatica. Il figlio di Nikolaus Auer, Johann Benedikt, invece, ricevette la sua formazione a Venezia e lavorò come incisore a Bolzano e a San Martino. A circa 300 anni dalla sua fondazione, per la prima volta una grande mostra è dedicata alla cosiddetta scuola pittorica passiriana. Le circa 80 opere esposte, nella mostra virtuale ridotti a 40 – per lo più dipinti e stampe, ma anche sculture e libri scritti da Michael Winnebacher – provengono sia da chiese e musei altoatesini, sia da collezioni austriache e germaniche. Concetto scientifico: Hanns-Paul Ties – Testi: Leo Andergassen, Hanns-Paul Ties.

 

L'arte può
dalla riapertura al 6 giugno 2021 (visitabile anche in versione online)

L’arte può. Excursus su atteggiamenti artistici contemporanei

Dalla collaborazione con quattro partner e dodici posizioni artistiche appartenenti alle arti figurative, alla musica e alla letteratura e provenienti dal Liechtenstein, dalla Germania, dall’Austria e dall’Italia è nata questa esposizione sviluppata in forma di piattaforma di mediazione e formazione che visualizza e comunica atteggiamenti artistici nel lavoro e nel pensiero.
Dal punto di vista professionale sono prevalentemente artisti e artiste a spingersi volutamente in territori dominati dell’incertezza. Cercano il nuovo e non possono trovarlo sulle vie battute. La loro ricerca porta con sé imprevisti e risultati incerti, cela rischi ed errori. Le peculiarità e capacità artistiche nell’approccio all’inesplorato possono essere interessanti e arricchenti per altre persone.
L’ARTE PUÒ, questo il titolo della piattaforma di mediazione e formazione, presenta dodici opere d’arte, dodici estratti da videointerviste con le artiste e gli artisti coinvolti e un percorso formativo con dodici postazioni, nelle quali i visitatori e le visitatrici possono sperimentare le pratiche artistiche e fare delle esperienze. L’ARTE PUÒ lascia che siano gli artisti e le artiste stesse a raccontare qual è il loro approccio, come pilotano i loro processi artistici, che ruolo svolgono l’apertura, la curiosità e la percezione, il piacere del gioco e dell’improvvisazione, il coraggio e la disponibilità a rischiare, la comunicazione e la collaborazione, come affrontano la sorpresa, le crisi e i fallimenti, in che cosa consiste per loro il successo.
Si tratta di atteggiamenti, caratteristiche artistiche, impostazioni, modi di lavorare che trasmettono ai visitatori e alle visitatrici visioni e impulsi per pensare in modo alternativo e per ampliare così anche il proprio margine d’azione personale. E questo è il nocciolo della piattaforma di mediazione e formazione elaborata da Kubus Kulturvermittlung di Balzers nel Liechtenstein, Haus am Lützowplatz di Berlino in Germania, Bildungshaus St. Hippolyt di St. Pölten in Austria e dal Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano Castel Tirolo di Tirolo in Italia. Iniziatrice e coordinatrice del progetto complessivo e anche curatrice presso il Kunstraum Engländerbau è Dagmar Frick-Islitzer. Alla piattaforma di mediazione e formazione, co-finanziata da Erasmus+ e da Kulturstiftung Liechtenstein, vengono dedicate delle mostre in successione a Berlino, St. Pölten e Tirolo.
La piattaforma di mediazione e formazione è accompagnata da un accurato manuale.
Con il sostegno del Programma Erasmus+ dell’Unione Europea

 

 

Elisabeth Oberrauch: Atlante

dal 22 maggio al 29 agosto 2021

Elisabeth Oberrauch: Atlante

La mostra presenta il cosiddetto “Rimpf-Atlas” della collezione d’arte della Fondazione Museion, un’opera composta di sei parti eseguita nel 2000, che si basa sull’utilizzo contemporaneo di due diverse tecniche di disegno. Elisabeth Oberrauch combina su carta frammenti di carte geografiche dell’alta Val Venosta con quella che può essere descritta al meglio come pittura informale. Le opere si basano sul dialogo tra il linguaggio estremamente codificato delle carte geografiche e il movimento libero del pennello. Al contempo il recto e il verso dei fogli dialogano tra loro in maniera raffinata. L’astrazione del paesaggio operato nella cartografia conosce una rinascita attraverso i movimenti pittorici. A questo si aggiungono altri lavori dell’artista, sempre realizzati con frammenti di carte geografiche.
Per Elisabeth Oberrauch, nata nel 1950 a Merano dove tuttora vive e lavora, la carta riveste un ruolo importante in tutte le sue forme, soprattutto quella autoprodotta. Serve come supporto per il disegno e la pittura, ma anche per le applicazioni di vari materiali. I libri hanno un ruolo importante, soprattutto quelli concepiti come opere. Buona parte di questi artist’s books è legata a luoghi che l’artista ha visitato durante i suoi lunghi viaggi. Elisabeth Oberrauch ha allestito numerose mostre in Alto Adige, ma anche in luoghi ben più lontani.
La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Museion. Curatore: Andreas Hapkemayer.

 

 

Simbolo, potere, mobilità. Il Tirolo nelle mappe storiche

dal 3 luglio al 21 novembre 2021

Simbolo, potere, mobilità. Il Tirolo nelle mappe storiche

Negli ultimi decenni le antiche carte geografiche sono diventate una base indispensabile per la ricerca. Esse infatti non riportano informazioni neutrali, ma documentano le condizioni politiche ed economiche di un determinato periodo storico. Non va quindi sottovalutata la loro importanza come strumento di propaganda: con esse venivano condotte e pianificate le battaglie, visualizzati i confini e i territori, risolte le dispute di confine e amministrati gli Stati. Molte carte mostrano tra l’altro anche zone minerarie, terreni agricoli e forestali, aree industrializzate, la rete stradale e ferroviaria, così come percorsi escursionistici e piste da sci. Questa mostra, in oltre cinquanta tra carte geografiche e parti di esse provenienti principalmente da archivi e biblioteche tirolesi, porta alla luce nel contesto dello sviluppo generale della cartografia dall’Antichità al XX secolo l’esempio del Tirolo quale collegamento tra cartografia, politica ed economia.
Tematiche principali: Gli albori della cartografia (XVI/XVII secolo); Il Tirolo rappresentato dai cartografi tedeschi, olandesi e francesi; Le catastrofi naturali – la regolazione dei fiumi; L’inizio dei rilievi; Peter Anich e il suo tempo; La ricognizione topografica; I trasporti; Il turismo; L’industria mineraria e l’agricoltura; La guerra e la propaganda.
Curatrice: Petra Svatek, Akademie der Wissenschaften, Vienna

 

 

Peter Assmann - tappeto in transito
dal 11 settembre al 8 dicembre 2021

Peter Assmann - tappeto in transito

Con la sua installazione espositiva Peter Assmann trasforma l’ultimo piano del mastio di Castel Tirolo in un luogo artistico di atterraggio e di decollo per il superamento di situazioni limitanti legate al trasporto terrestre. Così si crea un punto d’incontro concentrato e visivamente efficace per viaggiatori di ogni tipo, per sviluppare ulteriori situazioni d’incontro e scambi interpersonali. I temi toccati simulano i fondamentali movimenti umani: SOLLEVARSI, PIEGARSI IN AVANTI, ANCORA – SMETTERE E PROSEGUIRE LASCIANDO ANDARE, PARTENDO, RESTANDO CON I PIEDI PER TERRA SUL TAPPETO, QUELLO VOLANTE. Intorno a un tappeto realizzato artisticamente (serigrafia su tessuto) e posto al centro dello spazio espositivo, sulle pareti metalliche sono collocati lavori su carta incorniciati e realizzati in diverse dimensioni, che mostrano esperienze legate a spostamenti, in relazione alle immagini di incontri mediatici, con particolare riferimento ai mondi mediatici (sud)tirolesi.
Peter Assmann, nato nel 1963 a Zams in Austria, è storico dell’arte, direttore dei Tiroler Landesmuseen, scrittore e artista figurativo.

Situato nell’antica residenza urbana e sede degli uffici amministrativi dell’imperatore Massimiliano I, il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige illustra la storia naturale e paesaggistica dell’Alto Adige, uno dei territori più multiformi d’Europa. Su una superficie espositiva di circa 1.000 mq, il museo consente di scoprire – in una sorta di viaggio nel tempo scandito da plastici, diorami e postazioni sperimentali e multimediali – i momenti più importanti delle origini della terra e della nascita e dello sviluppo dei vari ambienti naturali. Il piano terra ospita regolarmente mostre temporanee.

natura.museum

Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige

La data di riapertura del museo sarà comunicato il più presto possibile.

 

Nel frattempo è possibile assistere a delle visite guidate e conferenze online sul canale YouTube del museo nonchè le seguenti manifestazioni:

 

 

Armeria alpina Forcela de Medesc 28.8.2014 Kjirsten Wayman

10 febbraio, ore 18

Documentazione e ricerca botanica al Museo di Scienze Naturali

Quali piante crescono in Alto Adige? É questa la domanda di base, a cui il reparto di botanica del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige vuole rispondere. Ma di preciso, cosa viene documentato e su cosa si concentra la ricerca? É questo il tema di questo convegno virtuale organizzato dalla Piattaforma Biodiversità dell'Alto Adige. 
Il Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige è un centro di documentazione per la flora e la fauna dell'Alto Adige. Nel campo della botanica, il museo, più di qualsiasi altra istituzione in provincia, da priorità ad alcuni punti focali. Dal punto di vista della documentazione scientifica, le esperte e gli esperti del museo sono impegnati nelle seguenti attività: costituiscono l'erbario provinciale, coordinano e realizzano la mappatura floristica della provincia di Bolzano, costruiscono e curano la banca dati botanica e, con il loro lavoro, rappresentano un punto di riferimento per le questioni botanico-tassonomiche e di nomenclatura.Il lavoro di ricerca, invece, si concentra su questioni relative alla raccolta, alla classificazione delle piante in categorie sistematiche e alla distribuzione geografica delle piante.
Sarà questo l’argomento della relazione di Thomas Wilhalm, conservatore della sezione botanica del museo nell’ambito del convegno virtuale in lingua tedesca “Botanische Dokumentation und Forschung am Naturmuseum Südtirol“ sul canale YouTube del museo.
La manifestazione è organizzata dalla Piattaforma Biodiversità dell'Alto Adige, nata un anno fa su iniziativa del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, dalla Ripartizione Natura, paesaggio e sviluppo del territorio della Provincia autonoma di Bolzano e dal team di monitoraggio della biodiversità di Eurac Research. L’obiettivo è quello di costruire una rete, che coinvolga tutti gli attori e le istituzioni attive nel campo della biodiversità.

Mars Rover Perseverance. Foto NASA JPL-Caltech

18 febbraio, ore 18

Mars 2020 Mission: Impossible

Il 18 febbraio 2021, dopo 203 giorni di viaggio nello spazio, la missione della NASA Mars 2020 entrerà nella sua fase cruciale, con l’obiettivo di far atterrare su Marte il rover Perseverance e il suo minielicottero Ingenuity. 1050 kg di silicio, circuiti, sensori e acciaio che avranno il compito di esplorare il cratere Jezero, alla ricerca di eventuali forme di vita passate o presenti e di raccogliere campioni di rocce, che verranno poi raccolte dai futuri astronauti marziani.
L’astronomo Luca Ciprari racconterà aneddoti, obiettivi e piccole storie della più ambiziosa missione marziana della storia con uno streaming a partire dalle ore 18:00 del 18 febbraio 2021.
sul canale YouTube del museo.

cimice asiatica

10 marzo, ore 18

La cimice asiatica in Alto Adige: storia di una specie invasiva – dai primi ritrovamenti alle possibilità di contenimento sostenibili
COLLOQUIUM - Platform Biodiversity South Tyrol

Negli ultimi decenni, il numero di specie esotiche invasive è aumentato costantemente. La cimice asiatica, Halyomorpha halys, ha iniziato la sua invasione alla fine degli anni ’90 ed è ora presente in molti Paesi dell’emisfero settentrionale. Da quando è stata rinvenuta per la prima volta nel 2016 in Alto Adige, è diventata protagonista di diverse attività di ricerca presso il Centro di Sperimentazione Laimburg, dalla comprensione della sua biologia alla lotta biologica per mezzo di antagonisti naturali, Stefanie Fischnaller si occupa dello studio della biologia di diverse specie di insetti di interesse agrario in Alto Adige presso il Centro di Sperimentazione Laimburg, Martina Falagiarda delle strategie di contenimento sostenibili da adottare contro gli insetti invasivi nel Centro di Sperimentazione Laimburg.
In lingua italiana e tedesca

 

paesaggio in Armenia

12 marzo, ore 18

Viaggio attraverso l'Armenia

L'Armenia si trova nel punto d’incontro dell'Asia Minore con il Caucaso Minore. Gran parte del paese si trova su un altopiano coperto di steppe, sovrastato dall’Ararat.
Il referente ha viaggiato attraverso il paese in occasione di un workshop sulla biodiversità. Nella sua conferenza presenterà la natura e il paesaggio e fornirà anche informazioni sulla cultura e la storia di questo affascinante paese.
Andreas Hilpold è botanico e lavora presso Eurac, Bolzano.
Ulteriori informazioni: Thomas Wilhalm, tel. 0471 413431.
In lingua tedesca.
La conferenza si tiene online, si accede tramite il link https://www.youtube.com/watch?v=ekB2e4y0VJg
Ingresso libero

 

lupi

30 marzo, ore 18

Il lupo in Alto Adige 2.1: situazione attuale e approfondimenti con Davide Righetti

La presenza del lupo in Alto Adige è nota ormai da almeno dieci anni. In questo periodo, i lupi si è sono affacciati in diverse aree della provincia, talvolta stabilendosi permanentemente, talvolta solo di passaggio.
Durante l’incontro faremo una panoramica che spazierà dalla situazione di presenza attuale, ai dati delle indagini condotte eseguite in questi anni, alle prospettive tecnologiche di ausilio alla ricerca e alla mitigazione delle conflittualità.
In lingua italiana.
La conferenza sarà accessibile tramite la piattaforma bigbluebutton. Ingresso libero

 

La conca di Bolzano

10 aprile, ore 14:30 - 16:30 Uhr

Passeggiata sul bordo di un antico vulcano – la caldera di Bolzano - ABGESAGT

Percorrere la passeggiata di S. Osvaldo è come risalire il fianco di un’antica caldera. Scopriamo i segni lasciati dall’intensa attività vulcanica, che ha interessato la conca di Bolzano 280 milioni di anni fa.
Prenotazione obbligatoria:Tel. 0471 41 29 64, mar– dom ore 10 – 18
Luogo d’incontro: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
Soggetto a modifiche
In tedesco e italiano
6,50 € adulto

 

natura

14 aprile, ore 18

In un battito d’ali: trasformazioni ambientali e crisi della biodiversità negli ecosistemi montani di bassa quota
COLLOQUIUM - Platform Biodiversity South Tyrol

Negli ultimi decenni le Alpi sono state teatro di profonde trasformazioni ambientali che hanno avuto pesanti impatti sulla biodiversità.Processi socioeconomici hanno portato all’abbandono di pratiche tradizionali, che per millenni hanno modellato il paesaggio alpino in un equilibrio con la natura, e allo sfruttamento intensivo delle risorse.Saranno presentati casi studio relativi a due degli ecosistemi più minacciati: i prati stabili e le zone umide, con esempi sull’avifauna e le libellule.Giacomo Assandri, postdoc presso ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è un ecologo che si occupa degli effetti dell’attività umana sulla biodiversità, in un’ottica di conservazione. I suoi principali modelli di ricerca sono uccelli e libellule.
In lingua italiana

 

Luci nella notte

15 aprile, ore 20

Luci nella notte

Siete affascinati dall’oscurità e siete sempre stati curiosi di sapere cosa accade al Museo di notte, quando le porte si chiudono e le luci si spengono? Il 15 aprile alle ore 20 una speciale guida vi permetterà di scoprire non solo i segreti degli animali notturni presenti nelle sale, ma anche cos’altro brilla nelle tenebre….Ssssst e occhi aperti!
In lingua italiana
Tel: 0471 41 29 64, mar – dom, ore 10 – 18
Posti limitati
Per famiglie ed interessati
Ingresso al museo

 

Abbruzzo

16 aprile, ore 18

Abruzzo - Nel cuore degli Appennini

Impressionanti altipiani, aspre montagne, estese foreste di faggi e le colline tra l'Adriatico e gli Appennini con i suoi villaggi pittoreschi e le antiche terre coltivate incantano chi visita l'Abruzzo. Quasi un terzo di questa regione è protetto come parco nazionale o riserva naturale. In questa conferenza conosceremo la natura, la cultura e la flora di questa regione dell'Italia centrale.
Nils Bertol, scienziato ambientale, conduce il laboratorio ambientale Novacella e guida escursioni per Vai e Via.
Nell'ambito degli incontri del Gruppo di lavoro sulla flora dell'Alto Adige, ospiti graditi.
In lingua tedesca
Info: Thomas Wilhalm, tel. 0471 413431
Soggetto a modifiche
Ingresso libero

 

Brividi al museo

22 aprile, ore 18 – 20

Brividi al museo – un’avventura per veri coraggiosi

Pronti a sfidare le vostre paure? O forse ragni, scorpioni e pipistrelli sono i vostri animali preferiti? Al Museo di Scienze Naturali con questo workshop vi aspetta una serata speciale: storie e curiosità dal mondo degli animali vi faranno accapponare la pelle!
Un’avventura per veri coraggiosi dai 8 – 12 anni
Prenotazione obbligatoria! Tel: 0471 41 29 64, mar – dom, ore 10 – 18
Posti limitati
In tedesco e italiano
Soggetto a modifiche
6,50 €

 

Delitto al museo!

23 aprile, ore 20

Delitto al museo! #1

Un mistero aleggia nelle sale del Museo e sarete voi a scoprire chi è l’assassino. Serviranno tutte le vostre capacità investigative per risolvere questo primo caso al Museo. Una serata di indagini in cui dovrete interrogare diversi personaggi e cercare indizi nascosti. Riuscirete a capire chi sta mentendo e chi dice la verità?
Per adulti
Prenotazione obbligatoria:Tel. 0471 41 29 64, mar– dom, ore 10 – 18
In tedesco e italiano
Ingresso al museo

 

La conca di Bolzano

24 aprile, ore 14:30 - 16:30

Passeggiata sul bordo di un antico vulcano – la caldera di Bolzano

Percorrere la passeggiata di S. Osvaldo è come risalire il fianco di un’antica caldera. Scopriamo i segni lasciati dall’intensa attività vulcanica, che ha interessato la conca di Bolzano 280 milioni di anni fa.
Prenotazione obbligatoria: Tel. 0471 41 29 64, mar– dom, ore 10 – 18
Luogo d’incontro: Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
In tedesco e italiano
Soggetto a modifiche
6,50 € adulto

 

Incredible bugs!

26. Aprile 2021 - 21. Novembre 2021

Incredible bugs! Insetti: supereroi!

Resistono alle radiazioni, hanno una forza incredibile, armi chimiche e strategie di guerra: queste sono solo alcune capacità da supereroi che possiedono gli insetti!
I grandi modelli scientifici della mostra temporanea, realizzati da Lorenzo Possenti, permettono di cogliere dettagli altrimenti invisibili. Zampe e apparati boccali tridimensionali, diorami e terrari evidenziano i modi straordinari con cui gli insetti hanno colonizzato ogni angolo della Terra. Il rapporto tra insetti e uomo emerge dalla mostra: dai vettori di malattie a quelli utili come fonte di alimentazione per l’uomo, dalle specie invasive a quelle minacciate.
Scoprirete i metodi con cui le ricercatrici ed i ricercatori del museo valutano lo stato di conservazione di una specie e cosa ciascuno di noi può fare in questo campo.


Escape Room - Salvate Polly Nathion!

26. Aprile 2021 - 21. Novembre 2021

Escape Room - Salvate Polly Nathion

Una delle ricercatrici più brillanti del Museo è sparita, appena prima di pubblicare i risultati della sua ricerca. Polly Nathion, entomologa, stava studiando uno degli insetti impollinatori più rari e preziosi al mondo: se a disposizione di tutti, il suo lavoro potrebbe diventare la scoperta del secolo nel campo della medicina! 
Immergetevi in una storia appassionante sulla biodiversità, attingete al vostro spirito di squadra e risolvete tutti gli enigmi per aprire la cassaforte che contiene i risultati della ricerca. Soltanto rendendoli pubblici Polly sarà al sicuro e il mondo godrà della scoperta!
La prima Escape Room nei musei dell’Alto Adige vi aspetta a partire da aprile 2021. Raccoglierete la sfida?

 

Dal drago al pavone

27 aprile, ore 18

Dal drago al pavone: i dinosauri piumati e l’origine degli uccelli

Da quasi 200 anni i fossili dei dinosauri hanno conquistato un posto particolare negli interessi e nelle passioni dei ricercatori e del grande pubblico. In due secoli la loro immagine si è evoluta al passo con le scoperte, ma anche a seguito di rivoluzioni culturali ed iconografiche. L’ultima grande rivoluzione sta avvenendo nei giorni nostri: i dinosauri erano piumati, e vivono ancora oggi.
Andrea Cau, naturalista e ricercatore, da oltre 15 anni svolge ricerche in paleontologia, soprattutto su dinosauri e rettili fossili provenienti dall’Italia, Nord Africa, Cina e Mongolia.
Riconosciuto come corso di aggiornamento nel PPA
Soggetto a modifiche
Ingresso gratuito

 

City Nature Challenge

30 aprile – 3 maggio

City Nature Challenge 2021

Quali animali, piante e funghi vivono nell’area urbana di Bolzano e Brunico? Da venerdì 30 aprile a lunedì 3 maggio 2021, la „City Nature Challenge“ sarà organizzato dal Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige con il sostegno di Eurac Research e dell’Ufficio Natura della Provincia Autonoma di Bolzano.Chiunque voglia partecipare dovrebbe tenere d’occhio piante, animali e funghi selvatici in questi giorni e fotografarli con il proprio smartphone o tablet utilizzando l’applicazione iNaturalist (gratuita su Google Play Store e App Store). Con l’intelligenza artificiale qui integrata, le specie osservate possono essere determinate e il risultato inviato alla piattaforma iNaturalist. Le indagini altoatesine vengono valutate da esperti di Eurac Research, del Museo di Scienze Naturali e dell’Ufficio Natura e poi presentate.

 

Brividi al museo

30 aprile, ore 19 – 21

Brividi al museo – un’avventura per veri coraggiosi

Pronti a sfidare le vostre paure? O forse ragni, scorpioni e pipistrelli sono i vostri animali preferiti? Al Museo di Scienze Naturali vi aspetta una serata speciale: storie e curiosità dal mondo degli animali vi faranno accapponare la pelle!
Un’avventura per veri coraggiosi dai 8 – 12 anni
Prenotazione obbligatoria:  Tel: 0471 41 29 64, mar – dom, ore 10 – 18
Posti limitati
In tedesco e italiano
Soggetto a modifiche
6,50 €

 

letto di un fiume

12 maggio, ore 18

ALFFA: Analisi completa (a scala incrociata) dei fattori di influenza e del loro effetto sulla fauna ittica nella regione alpina interna
COLLOQUIUM - Platform Biodiversity South Tyrol

Nel progetto su larga scala INTERREG Italia-Austria, le scienziate e gli scienziati hanno studiato e valutato una varietà di fattori che influenzano le popolazioni di pesci in 81 siti di campionamento in Alto Adige, nel Tirolo del Nord ed Orientale.I pesci indicano la condizione ecologica di un corpo idrico.L'obiettivo era quello di ottenere un quadro generale della qualità degli habitat dei pesci e di ricavare le linee guida essenziali per una gestione delle acque rispettosa dei pesci nella regione alpina.
La relatrice Katja Schmölz è un'ecologista e collaboratrice del progetto ALFFA presso l'Istituto per l'ambiente alpino, Eurac Research.
In lingua tedesca

 

paesaggio naturale

9 giugno, ore 18

Mappatura degli habitat in Alto Adige
COLLOQUIUM - Platform Biodiversity South Tyrol

Lo scopo della mappatura degli habitat è quello di registrare sistematicamente gli habitat ecologicamente rilevanti in Alto Adige. La mappatura è la base per la valutazione dell'impatto dei progetti, per la pianificazione delle misure di conservazione e di valorizzazione e per il rapporto periodico sullo stato di conservazione delle specie e degli habitat secondo Natura 2000.La priorità è data agli habitat delle zone umide e ai siti secchi protetti dalla legge sulla conservazione della natura. Tutti gli altri habitat ecologicamente interessanti sono anche mappati.
Joachim Mulser, biologo e coordinatore per i settori biodiversità, Natura 2000 e finanziamento della protezione della natura presso l'Ufficio Natura della Provincia Autonoma di Bolzano, il paesaggio e lo sviluppo territoriale dell'Alto Adige.
In lingua tedesca

 

fossili

ogni martedì dal 6 luglio al 31 agosto, ore 14 – 17.30

Passeggiata geologica sul sentiero “Geotrail Bulla”

La storia geologica delle Dolomiti è appassionante come un thriller e il paleontologo Herwig Prinoth svelerà in modo facile e comprensibile, avvalendosi di fossili e rocce, come sono nate queste montagne. Lo sapevate che al Geotrail Bulla è possibile toccare con le proprie mani gli strati che testimoniano la più grande estinzione di massa della storia della terra?Prenotazione: Ufficio Turistico di Ortisei, Tel. +39 0471 777600Partenza: Ufficio Turistico di Ortisei alle ore 14.00, durata ca. 3,5 ore. Trasferta da Ortisei a Bulla con il bus di linea.

Il Museo degli usi e costumi di Teodone illustra la vita della società rurale in epoca preindustriale, dal nobile al contadino fino al bracciante. Al centro si trova la residenza barocca Maggior am Hof (costruita alla fine del XVII secolo) con le sale padronali e le collezioni etnografiche. Nell’area all’aperto di oltre tre ettari, i masi contadini originali, le officine degli artigiani, gli orti agricoli e gli animali domestici raccontano la vita quotidiana di una volta.

www.museo-etnografico.it


La data di riapertura del museo ed il programma di quest'anno saranno comunicati il più presto possibile.

 

Museo provinciale degli usi e costumi, Foto Hermann Maria Gasser

Sopra la località di Mareta si erge il castello di Wolfsthurn, che dal 1996 ospita il museo della caccia e della pesca. L’area espositiva si sviluppa su tre piani. Oltre ad affrontare il tema della caccia e della pesca da un punto di vista storico-culturale, il percorso espositivo si dipana attraverso le sfarzose sale del castello, conservate allo stato originario, illustrando particolari della vita della nobiltà nei secoli XVIII e XIX. Le attività di didattica museale si svolgono nelle cantine del castello. Un sentiero tematico dedicato al bosco e all’acqua si snoda per circa 1 km dal paese al castello.

www.wolfsthurn.it

 

La data di riapertura del museo ed il programma di quest'anno saranno comunicati il più presto possibile.

 

Castel Wolfsthurn. Foto Stefano Scatá

Il Museo provinciale del vino si trova nel centro di Caldaro, in quello che fu l’edificio amministrativo della signoria Caldaro-Laimburg. Il museo offre uno sguardo sulla storia della viticoltura in Alto Adige: dagli attrezzi storici che accompagnavano l’annata lavorativa del viticoltore, fino alle rappresentazioni religiose che illustrano il rapporto tra vino e religione. Nel piccolo vigneto del museo si coltivano oltre 30 vitigni diversi le cui uve si possono assaggiare in autunno.

www.museo-del-vino.it

 

La data di riapertura del museo ed il programma di quest'anno saranno comunicati il più presto possibile.

 

dettaglio su brocca. Foto Ludwig Thalheimer, Lupe

Con la sua imponente struttura e il labirinto di stanze, corridoi e scale, il Forte di Fortezza è considerato una delle più interessanti fortificazioni dell’area alpina e un capolavoro dell’architettura bellica austriaca. Edificato tra il 1833 e il 1838, ha vissuto alterne vicende, finché nel 2008 non è stato aperto al pubblico. Da allora ospita mostre d’arte e di architettura di portata regionale e internazionale e diverse manifestazioni. La mostra permanente "Cattedrale nel deserto" offre sguardi nella realizzazione del Forte e negli effetti che questa ha avuto sulla zona circostante.
Al suo areale appartiene anche il Bunker n. 3, che si nasconde sotto un fitto strato di vegetazione in un tratto di bosco sul suo perimetro orientale e si può visitare su prenotazione.


www.fortezza.info

 

Galleria dell'oro. Foto Andrea Pozza

3 marzo, ore 9, 10.30 e 12

La scuola guarda i Musei

Cosa mangiavano i soldati nella Fortezza? Esiste davvero un tesoro d'oro nascosto nel Forte? E quanti metri di dislivello vengono superati per raggiungere il Forte alto?
Anche queste domande saranno affrontate dalla nuova offerta educativa, che il Forte di Fortezza ha realizzato in occasione dell’iniziativa austriaca “#dasfehltuns: Schule schaut Museum" (La scuola guarda i Musei). Si rivolge ad alunne ed alunni dalla seconda elementare alla terza media e comprende tre brevi video in lingua tedesca ed italiana sui forni, nei quali si cuocevano fino a 260 kg di pane al giorno, sulla galleria dell'oro, attorno al quale ruotano innumerevoli leggende e storie, e sui 452 gradini della lunga scalinata sotterranea, che porta al Forte alto. Seguiranno delle live chat attraverso la piattaforma ZOOM, dove potranno essere condivise impressioni e poste domande.
La partecipazione è gratuita.
È necessaria la registrazione a eleonora.klauser-solda@franzensfeste.info.
Informazioni sull’iniziativa #dasfehltuns: Schule schaut Museum sono disponibili sul sito del museo Universalmuseum Joanneum.

 

Perspectives * Art spaces

primavera 2021

PERSPECTIVES * ART SPACES

Il progetto di FABRIK AZZURRO presenta degli spazi d’arte all’interno di container mobili che intendono confrontarsi in vario modo con prospettive differenti, con lo spostamento del punto d’osservazione tra spazio e tempo. Testi di letteratura moderna fungono da filo conduttore. I visitatori s’ immergono in un’avventura sensoriale, diventano essi stessi artefici dell’esplorazione di percezioni insolite. Un’esperienza contro la cecità del quotidiano.

Idea e realizzazione: Torsten Schilling, Kerstin Kahl, Christina Khuen, Sabine Gamper

Vai al trailer

 

16 maggio 2021

Giornata internazionale dei musei

In tutto il mondo, a maggio si celebra la Giornata internazionale dei musei. Il motto per l'edizione 2021 è: "Musei: ispirare il futuro". Al Forte di Fortezza ci saranno offerte speciali per tutta la giornata.


dal 5 giugno al 3 ottobre 2021

50x50x50 tutto per tutti

Questa biennale d‘arte rientra fra le iniziative promosse nell’Anno museale dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino dedicato al tema “Trasporti -Transito – Mobilità”.

I trasporti e la mobilità caratterizzano da sempre la quotidianità dell’Euroregione. Come nel caso della via Claudia Augusta sotto l’Impero Romano, così oggi l’asse del Brennero e nel futuro il tunnel di base rappresentano il collegamento fra il Nord e il Sud dell’Europa.
Fortezza, attraversata da due linee ferroviarie, dall’autostrada e dalla statale, è essa stessa punto nodale di quest’asse di collegamento Nord-Sud ed Est-Ovest. Qui non solo il traffico è onnipresente in tutte le sue forme, ma anche il “movimento” nel senso più ampio del termine. Il movimento favorisce lo scambio, uno scambio fatto di relazioni e di idee, che permette la trasmissione di conoscenze.
In quest’ottica le artiste e gli artisti delle tre regioni Tirolo, Alto Adige e Trentino sono invitati per la prima volta a parteciparvi con le proprie opere.

La sesta edizione della mostra  di 50x50x50 si intitola “tutto a tutti”. Il direttore artistico Hartwig Thaler: “Tutto è pensato per tutti: neri e bianchi, gialli e rossi, normali e non, adatti e inadatti, poveri e ricchi, allegri e tristi. Per tutti, in uguale misura. Il linguaggio dell’arte è universale, compreso da tutti, diretto a tutti, nessuno escluso. Arte è sinonimo di ricerca - globale e senza tempo - della conoscenza e libera trasposizione delle visioni generate dal pensiero e dalla creazione artistica. L’arte non può essere posseduta, ma solo vissuta; anche se viene elargita a tutti in parti uguali e comunque sempre integralmente, l’arte non si svaluta, ma si valorizza e per questo tutto ciò che è insito nell’arte e da essa scaturisce appartiene a tutti.

 

19 settembre 2021

Famiglie al museo

Un giorno prima della Giornata Mondiale del Bambino, i bambini sono al centro dell'attenzione anche nel Forte di Fortezza. Nella nostra annuale Domenica per le famiglie al museo, invitiamo tutti i bambini e le loro famiglie a trascorrere una giornata emozionante con un grande programma nella nostra fortezza.

 

autunno 2021

Bunkerato. L'Alto Adige - una pedina nella grande storia del riarmo e della difesa

La nuova mostra permanente del Forte di Fortezza si prepara a scoprire la polveriera su cui ci siamo seduti attraverso il sistema di bunker Alpenwall, sorto durante la seconda guerra mondiale e più tardi usato nuovamente in modo parziale durante la guerra fredda. La mostra presenta inoltre la vita nel bunker e il loro successivo uso civile.


dal 26 novembre al 30 dicembre 2021

Arte d´Avvento

A causa del secondo lockdown, la mostra Arte d'Avvento 2020 é stata cancellata. Le 12 opere selezionate saranno esposte insieme ad altre opere da fine novembre a fine dicembre 2021. Le artiste e gli artisti interessati possono candidarsi nuovamente con una proposta concettuale entro settembre 2021.

 

FIGLIO, Julia Bornefeld, Courtesy Galleria Antonella Cattani Contemporary Art, Bozen/Bolzano

Mostra online

LOCKOUT

Durante il secondo lockdown, che ha costretto nuovamente i musei a chiudere, la mostra LOCKOUT è andata online. Le opere dei quasi 50 artiste ed artisti, che mostrano la loro personalissima prospettiva sul lockdown, possono essere vissute virtualmente.
Completano il quadro le interviste del curatore Heinrich Schwazer pubblicate nella Galleria Corona del quotidiano “Die Neue Südtiroler Tageszeitung”.

https://www.franzensfeste.info/it/lockout-4/


Mostra permanente Cattedrale nel deserto

dal 2012

La Cattedrale nel deserto

Prima di addentrarsi nella struttura labirintica, c’è la possibilità di informarsi sulla storia della Cattedrale nel deserto, dalla sua realizzazione fino ad oggi, raccontata in sette casematte attraverso racconti e aneddoti, in particolare sulla realizzazione di questa gigantesca struttura e degli effetti che questa ha avuto sulla zona circostante. Tramite diverse postazioni interattive sarà possibile scegliere oltre alla storia del Forte, anche la storia del traffico nel territorio e dell’oro che una volta era custodito in questa fortezza. Dopo il percorso attraverso la storia, nell’ultima sala della mostra, i visitatori arriveranno ai giorni nostri, dove il ruolo e la funzione attuale del Forte verranno illustrati in una presentazione multimediale. La mostra è pensata per grandi e piccini poiché racconta l’affascinante storia del Forte e fornisce le informazioni di contorno in modo interattivo e diversificato.

Vai alle immagini https://www.franzensfeste.info/it/la-cattedrale-nel-deserto/

 

Die göttliche Belastung, Peter Fellin, ricostruzione. Legno laccato, 400 x 400 x 100 cm, anno 1991/2009

Installazioni d’arte

Nell’intera area del Forte si trovano distribuite le installazioni artistiche di Julia Bornefeld, Peter Fellin, Manfred Alois Mayr, Roberto Bosisio e Lois & Franziska Weinberger che oggi fanno parte del concetto espositivo del Forte. Le opere sono state acquisite alla conclusione della mostra interregionale 2009 Labirinto::Libertà.

https://www.franzensfeste.info/it/installazioni-darte/

 

BBT-Infopoint

dal 2015

BBT-Infopoint

Il BBT Infopoint è già stato aperto nel paese di Fortezza nel novembre 2007. Con il trasferimento al forte di Fortezza, la mostra esistente è stata ampliata e inaugurata alla fine dell'autunno 2015 come nuova mostra permanente sulla costruzione della galleria di base del Brennero.

Su quasi 200 m² di spazio espositivo, nelle suggestive sale storiche della fortezza, la presentazione del progetto BBT si svolge nella sua affascinante versatilità tecnica. I punti salienti sono le corse interattive con scanner all'interno del tunnel e l'esperienza multimediale della guida in galleria.

Ulteriori informazioni sulla mostra sono disponibili sul sito: www.bbtinfo.eu

Il Museum Ladin è costituito dalla sede centrale, il Museum Ladin Ciastel de Tor di San Martino in Badia, e da una sede distaccata, il Museum Ladin Ursus ladinicus di San Cassiano.

www.museumladin.it

 


Museum Ladin Ciastel de Tor © Museum Ladin

Museum Ladin Ciastel de Tor

Ciastel de Tor, famoso per la sua caratteristica torre e nel XIII secolo sede del giudizio “Thurn an der Gader”, è luogo di riferimento della cultura degli oltre 30.000 ladini, uniti nella loro identità da due elementi essenziali: la lingua derivata dal latino volgare e lo straordinario paesaggio montuoso delle Dolomiti. Dal 2001 il Ciastel ospita il Museo provinciale ladino. Esso fornisce preziose informazioni sulla geologia, archeologia, storia, lingua, sul turismo e artigianato artistico delle cinque valli ladine.


Museum Ladin Ursus ladinicus

Museum Ladin Ursus ladinicus

Il museo è dedicato all’orso preistorico delle caverne di 40.000 anni fa e alla geologia delle Dolomiti. Illustrano gli aspetti dell’”Ursus ladinicus” e del suo habitat numerosi reperti originali – ossa, denti, crani – e installazioni video. Nel piano interrato si trova la ricostruzione della grotta delle Conturines, luogo di ritrovamento dell’Ursus ladinicus, con una ricostruzione dell’orso delle caverne in letargo e dell’orso bruno M12 (Mico).

 

La data di riapertura del museo ed il programma di quest'anno saranno comunicati il più presto possibile.

Nel frattempo il museo offre tour virtuali delle sue due strutture, tour virtuali, realizzati appositamente per scolaresche, ed un tour virtuale della seguente mostra temporanea:

deposito del Museum Ladin

Dépôt. E luce fu!


La mostra espone opere provenienti dalla collezione del museo: dipinti, disegni e sculture di 19 artisti e di un‘artista delle valli ladine, che hanno vissuto tra il 17° secolo ed oggi. La mostra rende accessibili e visibili opere normalmente conservate nel deposito del museo e, grazie alle biografie dei loro autori, pone gli artisti sotto una nuova luce. Le opere sono esposte in due stanze: la prima si concentra sulla figura umana e sul corpo, mentre la seconda è dedicata alla natura e all'architettura. Le opere sono sistemate lungo le pareti come finestre ideali attraverso le quali nella pinacoteca entrano scorci di natura.


Sono esposte le opere di Jacob Zanusi (1679-1742), Dominik Vinatzer (1666-1733), Domëne Moling (1691-1761), Dominik Mahlknecht (1793-1876), Franz Tavella (1844-1931), Josef Moroder Lusenberg (1846-1939), August Pezzei il Vecchio (1847-1915), Franz Angel Rottonara (1848-1938), Antonio Colli (1870-1950), Franz Josef Noflaner (1904-1989), Mili Schmalzl (1912-2006), Peter Demetz (1913-1977), Angel Morlang (1918-2005), Lois Irsara (1923-2014), David Moroder (1931-1997), Josef Kostner (1933-2017), Otto Irsara (1933-2004), Bruno Vallazza (1935-2016), Aldo Canins (1944-2019) e Martin Demetz (1930-2007).

La data di riapertura del museo ed il programma di quest'anno saranno comunicati il più presto possibile.

Museo Eccel Kreuzer Foto Erich Dapunt

La collezione

Da Ala a Kufstein – Dal 1900 ad oggi

La base di questo museo è l'importante collezione d'arte della famiglia Eccel Kreuzer. Si compone di circa 1.500 opere d'arte moderne e contemporanee di oltre 300 artiste ed artisti dell'Euregio (Alto Adige, Tirolo, Trentino).

Josef Kreuzer era uno di quei collezionisti, che vedono la loro passione anche come una missione sociale. Iniziò la sua collezione insieme alla moglie e appassionata d'arte, Eva-Maria Eccel. Suo padre fu un mecenate d'arte, che aveva allestito una piccola galleria nella casa sotto i portici. Eva-Maria Eccel studiò storia dell'arte e, con il suo libro "Aufbruch", creò un classico sul modernismo tirolese. Josef Kreuzer era convinto che la sua collezione debba essere resa disponibile al pubblico, in quanto collegamento importante nel panorama museale dell'Alto Adige. Purtroppo, non è stato in grado di realizzare il proprio progetto e diede in eredità la sua collezione alla Provincia Autonoma di Bolzano nel 2017, insieme alla casa sotto i portici in cui è ospitata. Il museo è gestito dall' Azienda Musei Provinciali.

Spazio artistico Eccel Kreuzer

 

Al pianoterreno della casa museo, più volte all'anno, vengono esposte mostre temporanee, che hanno sempre un legame con le artiste e gli artisti della collezione. Il primo evento, svoltosi nell'autunno 2019 e dedicato all’opera fotografica di Karl Plattner, ha svelato una sfaccettatura piuttosto sconosciuta dell'artista. Nel 2020 è stata la volta di "Weibrations - the feminine side - il lato femminile":

 

Weibrations

Weibrations the feminine side - il lato femminile

La seconda mostra temporanea presso il Museo Eccel Kreuzer da nuova luce agli impulsi femminili presenti nell’arte locale del XX secolo e mette in risalto le artiste della collezione. La varietà delle posizioni femminili va dalla prima generazione di donne che dopo la prima guerra mondiale ebbe accesso alle accademie, fino alle artiste contemporanee, le quali interagiscono nell’attuale contesto artistico anche a livello internazionale. In quest’ottica si possono ammirare le opere di Julia Bornefeld, Maria Delago, Margareth Dorigatti, Hilde Goldsch-midt, May Hofer, Elisabeth Hölzl, Gina Klaber Thusek, Erika Giovanna Klien, Sissa Micheli, Berty Skuber, Esther Stocker e Karin Welponer, in una narrazione artistica che ci porta fino al XXI secolo, seguendo i grandi sviluppi sociali e culturali delle epoche attraversate.


La casa

 

La casa sotto i portici fu menzionata per la prima volta per iscritto all'inizio del XIII secolo come proprietà del mercante Adalbert Pigler. Si tratta di una tipica casa patrizia sotto i portici di Bolzano, che ha ottenuto la sua forma allungata stretta a causa dello spazio limitato. La larghezza misura solo tre finestre, ma si estende dai Portici a via Argentieri.

L'immediata vicinanza all'edificio mercantile ne ha fatto una casa in una posizione ricercata. Ha una struttura interna caratteristica e funzionale con tre atri, diversi corridoi di accesso, un layout irregolare dei piani con differenze di livello tra il lato dei Portici e il lato della via Argentieri. La facciata di via Argentieri ha una scala esterna, il cui parapetto può essere una spolia della chiesa di Sant'Andrea locata alla piazza di Grano.

Dopo diversi cambi di proprietà, Maria Eccel, nata Schaller, acquistò la casa nel 1933. Nel 1950 passò a Friedrich Eccel, che ci inserì un negozio di arredamento. Di conseguenza, l'edificio e stato ampiamente restaurato. Nel 1984/5 ulteriori lavori di ristrutturazione sono stati effettuati secondo i piani del noto architetto altoatesino Othmar Barth. Eva-Maria, figlia di Friedrich Eccel, insieme al marito Josef Kreuzer, rilevò e gestì l'attività di arredamento Fr. Eccel fino alla sua chiusura nel 2005.